Due passi per Colle Brianza e una riflessione sul PLIS che non c’è

(già su Casateonline.it)

Approfittando del bel pomeriggio di sole abbiamo voluto fare una piccola escursione in località Colle Brianza, luogo che ci è caro e dove si possono ancora trovare spazi per riposare la vista dalle brutture, il naso dai veleni, le orecchie dal rumore. Luogo che offre paesaggi suggestivi e, soprattutto, di una importanza naturalistica notevole. Facendo riferimento alla situazione del territorio brianzolo il monte di Brianza, vera e propria dorsale verde che si erige tra i produttivi e densamente abitati comuni della Brianza nord-orientale, riveste il ruolo di oasi naturale dove ancora l’influenza antropica fa avvertire i propri clamori come echi lontani. Trovarsi in località Figina, sulla strada che da Villa Vergano porta a Consonno o sul Monte Crocione, permette ancora di godere di un paesaggio verde e apparentemente incontaminato, di sentirsi avvolti in una natura d’altri tempi.

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Una veduta da Scerizza verso L’eremo di S. Genesio

Per la nostra escursione abbiamo deciso di lasciare l’auto davanti alla pizzeria trattoria Vecchia Brianza e di incamminarci lungo la via che da Colle Brianza sale fino alle località di Scerizza e Scerizzetta. La strada asfaltata conduce a queste due piccolissime frazioni portando lo sguardo sempre più in alto, sino a dare una completa visuale sulla valle del Lambro, sui laghi di Oggiono e Pusiano e, a nord, sulle Prealpi. Dopo questo gruppo di case si diparte un piccolo sentiero, accuratamente segnalato dai volontari del C.A.I., che conduce fino alla sommità del Monte di Brianza (poco meno di 900 metri s.l.m.) e a svariate altre destinazioni, nel nostro caso, ad esempio, l’Eremo del S. Genesio.
Arrivati in località Scerizza, però, a rovinare un paesaggio che si fa via via più idillico, ecco un cantiere edile di una certa rilevanza che serve, recita il cartello dei lavori: “per la costruzione di n° 6 unità abitative più una villa singola”. Ora, voi direte: “suvvia, è solo un cantiere!”, ma vi posso assicurare che lo sconforto ha assalito tutto il nostro gruppo di cammino, nessuno è rimasto indifferente davanti a quella visuale.

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Un pugno nell’occhio..

Questo è un singolo caso – magari anche fortuito, sporadico – ma crea un precedente che, se moltiplicato per tutte le località adiacenti ad aree verdi di pregio, può seriamente compromettere il valore e l’equilibrio della sommità di Colle Brianza e di chissà quali altri luoghi.
Già da tempo è in atto una lunga e sofferta discussione riguardo alla costituzione di un PLIS (parco locale di interesse sovracomunale) per l’area che si estende tra l’Eremo di S. Genesio e il Monte Crocione: proprio alla luce di casi come questo si evince l’importanza di assicurare a queste terre un giusto grado di salvaguardia. E’, infatti, una condizione inammissibile l’assenza di tutele specifiche per un patrimonio ecologico, ma anche turistico e ricreativo, di grande importanza come quello rappresentato da quest’area. Le condizioni geografiche e naturalistiche ci consegnano tra le mani un territorio che meriterebbe un grado di difesa e valorizzazione ben superiori a quelli offerti dalla scala comunale o sovracomunale: un PLIS è la minima forma di tutela indispensabile e, soprattutto, è una forma interamente pattuibile all’interno di un accordo tra i comuni proponenti. Questo significa che non esistono limiti e impedimenti per gli agricoltori o i normali fruitori di queste aree, se non quelli che i comuni accorderanno tra di loro nel momento in cui andranno a costituire il Parco (L.R. 30 novembre 1983, n° 86).

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Veduta al tramonto da Figina

La nostra è una terra di paesaggi assai ricchi e variegati, la stiamo sfinendo e consumando senza guardare più in là del nostro naso, è probabile che la protezione ambientale non sia tra le nostre corde, tuttavia – per chi non ha la memoria troppo corta – tra le corde dei brianzoli c’è sempre stato il risparmio; ecco, dovremmo incominciare a guardare al territorio come un a un bene da risparmiare e il risparmio dovrebbe iniziare proprio da luoghi splendidi come questo, dove l’edificazione oltre una certa quota non può più essere permessa.

Alcuni residenti della zona si stanno muovendo per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni rispetto la necessità di istituire un parco per dare giusta salvaguardia al Monte di Brianza. Per maggiori informazioni potete visitare il sito: http://www.ambientecolle.it/

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3 pensieri su “Due passi per Colle Brianza e una riflessione sul PLIS che non c’è

  1. Ciao Alfio e buon anno!
    Grazie per questo tuo articolo che riporta un po’ di attenzione al problema dell’edilizia sfrenata nel territorio di Colle e in generale della Brianza. Spero che la tua sensibilità sia contagiosa…

  2. Caro Alfio, nel mio faticoso operare nella quotidianità scolastica mi rendo conto di quanto la scuola possa fare per sostenere un atteggiamento di attenzione e di cura, magari a partire dal giardino della scuola, verso l’ambiente che è uno dei passi più significativi verso la conoscenza del mondo ed anche nell’arduo e articolato percorso verso la conoscenza di se stessi. Per questo mi piace segnalarti due libri che sanno di pedagogia, ma che sono inevitabilemente intessuti dei temi ambientali che ti/ci stanno a cuore. Sono 1) “PER ABITARE LA TERRA, UN’EDUCAZIONe SOSTENIBILE” a cura di Pierluigi Malavasi (pubblicato dall’ISU dell’Università Cattolica) e 2) “PER UNA PEDAGOGIA ECOLOGICA” di Luigina Mortari (edizioni La Nuova Italia).
    A presto e buona tesi!
    Emanuela

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