Il giornale che vorremmo – Atto I –

La bella ipotesi annunciata da Antonio Cornacchia – a cui avevo già dedicato un piccolo spazio – ha finalmente preso il largo. Martedì sera, presso il centro culturale ricerca di Monza, una ventina di individui, delle più svariate estrazioni, si sono radunati cercando di intuire, come in un lungo flusso di tre ore, cosa potrebbe essere una rivista veramente indipendente oggi. Inutile dire che la domanda, da cento milioni di dollari, non ha trovato risposta certa. Qualche dato, però, lungo la piacevole serata è emerso e lo trovate qui volenterosamente sintetizzato da Antonio (ottimo mediatore tra i convenuti).

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Le idee riguardo ai contenuti da mettere nel “contenitore” sono amplissime: tra molte vocazioni differenti, l’armonia si suppone (e si spera) venga generata da un certo “sentir comune”. Allo stesso tempo, le forme proposte sono variopinte, ognuna con una sua piccola, parziale, verità: il multiblog, una federazione di rete, uno spazio per il giornalismo creativo e per quello sfrattato, una voce per la piattaforma ambientalista, uno strumento di riflessione sociale…. tante incognite non risolvibili in un univoco modello a priori, ma che plausibilmente potranno essere considerate solo in un lento step by step.

Infine, sta il piacere di partire con curiosità, con il fermento della creazione collettiva, del confronto e della ri-creazione sociale nella sua accezione più fertile. Personalmente, con voglia di imparare.
Ultima nota meritoria si è deciso collettivamente di proseguire in un processo di creazione alla luce del sole, sul blog: per come la vedo, non è un aspetto secondario o di poco conto.

A tutti gli interessati la porta è aperta!


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2 pensieri su “Il giornale che vorremmo – Atto I –

  1. Troppo buono Alfio.
    Nel frattempo si sono aggiunte già un paio di suggestioni, di Pippo Civati e di Diego Colombo.
    Una domanda: riesci ad aumentare l’interlinea dei tuoi articoli?

  2. Consiglio gradito, dai prossimi interventi vedrò di modificare il look!
    Ho letto le impressioni di Civati, mi sembrano notazioni che limitano il respiro iniziale… sarebbe molto più curioso portare avanti i due discorsi in modo parallelo. In questa fase mi piace molto l’impostazione l’uno non esclude l’altro.
    Riflettiamo…

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