Il Gregario

gregario

Medie sono le aspirazioni, medi i sentimenti, medie le soddisfazioni. Una grande frustrazione da cui si scappa senza crederci troppo, quasi contro voglia.

Il gregario è il primo romanzo (in terza persona, chapeau..) di Paolo Mascheri, autore toscano già alle cronache per l’ottima raccolta di racconti Poliuretano, datata 2004.

Un libretto di 180 (centottanta) pagine, solide, capaci di dare fastidio. Senso di fastidio che scorre tutto il libro.

Si avverte pagina dopo pagina il tentativo di “togliere”, di lasciare giusto l’essenziale. Tentativo che riesce quasi sempre, regalando credibilità.

Un romanzo spogliato, insomma, su una relazione padre-figlio, che sta al centro, a confronto con l’amore, il lavoro, l’Italia di oggi, la malattia e il vuoto, la difficoltà di ri-orientare la vita e di farlo nel panorama della provincia contemporanea (cronica, come la definisce l’autore).

Un romanzo anche assurdo e esasperato, che coglie una parte di noi tutti – in quel fare esperienza così attuale e necessario – portandola sul palco, ampliandone i contorni, come sotto a una lente.

Vale la pena di leggerlo perché è scritto bene, con serietà, e perché figlio di un autore non estemporaneo.

Non vi assicuro che vi piacerà.

“I bambini. Non ci ha mai pensato. Ha sempre pensato a se stesso come a un figlio. Nonostante tutte le incomprensioni con suo padre, gli è sempre rimasto così legato che è come se possa essere solo figlio. E’ come se suo padre, con la sua paternità ingombrante e avvolgente, lo abbia castrato. Non ha mai pensato a sé come a un animale in grado di riprodursi. Ha sempre pensato che la paternità fosse per lui una questione chiusa a priori… Una famiglia, dei bambini. Nemmeno lui sa quanto ha imbrogliato. In un mondo votato all’individualismo sfrenato, mettere su una famiglia rappresenta un gesto eroico, epico. Solo nella struttura della famiglia l’animale uomo riesce in maniera credibile ad abbandonare la sua bestialità individualista. E nonostante nasca nella maggior parte dei casi dal controllo sociale, dalla paura di restare soli, dai vantaggi di pagare una sola bolletta, nonostante tutto questo la famiglia resta l’unico atto eroico di cui gli uomini sono ancora capaci”.

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