Arriva il Piano Casa (se ne va l’autonomia dei Comuni..)


E’ stato approvato ieri in consiglio regionale il discusso “Piano Casa”. Il testo lo trovate qui. Legge che, specie nella versione licenziata in Lombardia, desta più di qualche perplessità, cancellando alcuni elementari principi di pianificazione urbanistica.
Per farla breve, in Italia e di più in Lombardia, si sceglie ancora una volta a favore della deregulation  urbanistica senza se e senza ma.
Parafrasandolo, il Piano Casa, si può leggere come il definitivo attacco all’autonomia comunale in materia di pianificazione del territorio: esso passerà sopra la testa dei Comuni, ai quali rimarrà solo la possibilità di condizionare – ma mai di negare – i singoli interventi o quella di escludere,
entro il mese di ottobre (e teniamo conto che in mezzo ci sono agosto e la sostanziale pausa di tutta la macchina burocratica e amministrativa), limitate parti del proprio territorio comunale dall’applicazione della legge in oggetto. Al di fuori di questi ambiti sarà possibile fare il bello e il cattivo tempo sul patrimonio edilizio esistente: abbattere e ricostruire,  ampliare del 35%, allargare o sopraelevare villette e caseggiati fino a 1200 mc, con ampliamenti volumetrici del 20%, ampliare capannoni sparsi nella campagna e magari farli diventare centri commerciali. Ancora una volta contro i Comuni, ancora una volta a scapito dell’interesse pubblico.

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