Confusione


Sulla questione dell’acqua c’è ormai una confusione totale: spaccature tra i territori e il governo centrale, tra i partiti, tra le provincie e le regioni, tre le provincie e i comuni, tra i comuni e i comuni, nei consigli comunali, nelle giunte, probabilmente anche in qualche singolo individuo, che a breve cederà sotto il peso della schizofrenia.

Del resto, il quadro normativo è incerto, le soluzioni urgono (ma si allontanano), non ci sono linee di pensiero univoche. E la confusione, si sa, non è mai presaga di decisioni avvedute.
A parere dello scrivente, andrebbe rivisitata tutta la situazione a partire dalla normativa nazionale, che si richiama a obblighi comunitari inesistenti, come tentavamo di sottolineare pochi giorni fa.

Chiamati a fare a meno della volontà politica dei grandi partiti, dovremmo tutti quanti insieme auspicare a un referendum su scala nazionale.
Intanto mentre regioni, provincie e comuni si chiariscono le idee in testa, è necessaria una mobilitazione di tutti che aiuti i sopracitati ad avviare una riflessione e ad attribuire adeguato peso alla variabile.
Vi ricordo, a tal proposito, il presidio che si terrà a Lecco il prossimo lunedì.


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