Il pane, i cani e i morti di fame

Parto da questo articolo pubblicato oggi sul Corriere, che narra dei 180 quintali di pane buttati quotidianamente nella sola città di Milano, per prendere poi una strada un po’ diversa.
Ad un certo punto, nell’articolo, si fa riferimento al possibile utilizzo di pane per sfamare i nostri animali, viene detto che per somministrare il pane in canile esso dovrebbe essere accompagnato da altri nutrienti e che per produrre mangimi sarebbe necessario dividere accuratamente le tipologie di pane al fine di ottenere un prodotto omogeneo. Fermiamoci qui.
Durante lo scorso consiglio comunale abbiamo approvato la nuova convenzione riguardante la gestione del canile di Merate, a cui aderiscono venticinque comuni della nostra provincia. Per questo servizio il nostro comune (Casatenovo, dodicimila e qualcosa abitanti) spende 70 centesimi a testa all’anno, per un totale complessivo di più di 8.000 euro per sole spese di gestione (pappa per cani, stipendi degli addetti). Sono escluse le spese per gli adempimenti ASL, le spese sulle strutture, ecc. Per dare un termine di paragone, a Casatenovo, spendiamo 65 centesimi annui procapite per il servizio bibliotecario.
Insomma, il canile costa tanto, e non per sfizio degli amministratori locali ma in osservanza delle normative vigenti. Peraltro, diversi esperti del settore (tra cui, in sede di consiglio, anche il capogruppo di minoranza Fabrizio Galbiati) ci hanno riferito che il nostro è un caso fortunato caratterizzato da una spesa tutto sommato contenuta.
Come sapete lo scrivente è un appassionatissimo di natura e territorio, compresi i loro più o meno piccoli abitanti, e un allevatore a tempo perso. Certo, davanti a queste cose, sorge facilmente qualche dubbio e una considerazione rispetto la necessità di tornare a quote più normali ed essere un poco più attenti nelle valutazioni riguardanti le spese sostenute e i vincoli imposti in merito al trattamento degli animali. Specie quando quest’ultimo, fuor di metafora, supera in quantità e attenzione quello riservato ai nostri simili.


Annunci

Un pensiero su “Il pane, i cani e i morti di fame

  1. Anni fa a La Spezia il rancio che avanzava dalla mensa dei marinai veniva distribuito, direttamente dalla Marina Militare ai senza casa che si presentavano:
    Ora, con la scusa dell’igiene insuffuciente adottato per la consegna, tutto viene buttato!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...