Non sprecare!

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«Siamo diventati tutti spreconi. Terribilmente spreconi. Per i motivi più svariati: abitudine, indifferenza, distrazione. O anche miopia e vizio. Viviamo con l’orologio sincronizzato al tempo della società “usa e getta” e siamo ossessionati da uno stile di vita, ormai diventato naturale, che si traduce nella cancellazione della parola sobrietà, considerata fuori moda, e nello sperpero di cose tangibili, dalle risorse naturali al cibo, e di beni immateriali. I più importanti, quelli che non hanno prezzo, non si trovano sul mercato, eppure ci appartengono come parte integrante della persona umana. La vita, la salute, il tempo, le parole, la bellezza. La lotta contro lo spreco, che cova come un serpente dentro ciascuno di noi, è affidata allo sforzo di alcune minoranze. Magari anche di singole persone, forti e coraggiose. Sono loro che invocano e praticano quello che potrebbe essere l’undicesimo comandamento: non sprecare».


Queste parole in quarta di copertina ben sintetizzano il viaggio che Antonio Galdo ha compiuto nel mondo di enti, associazioni e uomini che hanno in qualche modo intrapreso una battaglia contro lo spreco (in ogni senso).

Un libro ben scritto, vivace, che fa riflettere senza mai perdere ritmo. Si parte dai rifiuti per arrivare al talento e alla bellezza, passando attraverso esperienze diverse che hanno qualcosa da raccontare, si direbbe di illuminante. Dal Comune che ha scelto di fare la raccolta differenziata “spinta” al gruppo di studenti che ha rimesso in piedi un sistema di scambi fondato sul baratto, da un agente della omicidi a un frate che ha scelto l’isolamento.

Utile e accattivante, da leggere.


A proposito di sprechi, una citazione tra le tante che si potrebbero estrapolare:


«Paolo Baroni, sul quotidiano “La Stampa”, ha messo in fila, in una ipotetica autostrada, il parco della auto blu in dotazione alla pubblica amministrazione italiana. Sono venuti fuori 2.756 chilometri di percorso, più o meno un viaggio in autostrada da Roma a Lisbona. Ma non basta. La 547.215 auto blu assegnate d’ufficio a politici, amministratori e dirigenti pubblici, messe in ordine, occupano un parcheggio virtuale pari all’intera superficie dell’isola di Ponza; per produrle una fabbrica come l’Alfa Romeo di Pomigliano dovrebbe lavorare ininterrottamente per quattro anni; per rifornirle servono 3,2 miliardi di litri di benzina all’anno; per guidarle, l’organico degli autisti in servizio corrisponde agli abitanti della città di Torino. Totale: 18,23 miliardi di euro, una legge finanziaria di taglia extra-large. Uno spreco che non ha confronti nel mondo, visto che le auto blu negli States sono appena 73.000, in Francia 65.000, in Germania 54.000».

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