Giornata mondiale dell’acqua 2010


Oggi è la giornata mondiale dell’acqua. A distanza di qualche giorno dalla manifestazione di sabato a favore dell’acqua pubblica (ovvero, a favore del mantenimento della proprietà degli acquedotti in capo ai Comuni), la giornata di oggi invita ad allargare lo sguardo. Con questo intento riporto di seguito qualche dato fornito dai massimi organi internazionali che può aiutarci a tratteggiare la situazione.

Circa 1,4 miliardi di persone non ha acqua potabile a sufficienza per coprire il suo fabbisogno a solo scopo alimentare, 1 miliardo beve acqua non sicura, 3,4 milioni muoiono ogni anno per malattie trasmesse dall`acqua. L`Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito la soglia minima del fabbisogno idrico per persona in 1700 metri cubi di acqua all`anno (per usi idropotabili, irrigui, industriali, energetici). E` così impossibile avere acqua potabile?
Il 71% del globo terrestre e` ricoperto di acqua. Sembrerebbe sufficiente per evitare carenze, conflitti ed epidemie. Purtroppo le acque dolci rappresentano solo il 2% dell`acqua disponibile mentre il restante 98% è acqua salata. Di quel 2%, l`acqua utilizzabile è solo l`1%, perché il resto sta nei ghiacci polari (75%) o nel sottosuolo (24%), ed è mal distribuita e mal utilizzata.


Un'immagine della delegazione lecchese presente al corteo dello scorso sabato a Roma

Se per le esigenze di vita bastano 2,5 litri al giorno, in realtà nel nostro Paese ne consumiamo ben 215. Vediamo la ripartizione.
1. Il 23% per pulizie personali (bagno, doccia, denti e mani);
2. il 14% per lavaggio (vestiti, biancheria, piatti e pentole);
3. il 13% per usi di cucina (cottura);
4. il 28% negli sciacquoni di gabinetto;
5. il 14% nelle annaffiature;
6. l`8% in perdite di impianti.
Siamo quindi responsabili del cattivo uso di una risorsa indispensabile? In parte sì, è innegabile, potremmo fare molto di più, ma il nostro apporto al consumo è certamente minimale. La Fao ha calcolato che su 5000 chilometri cubi di acqua consumati nel mondo, circa 3.500 vanno all`agricoltura, 1.000 circa all`industria e circa 200 agli usi civili. Dunque il maggior consumo e` quello agricolo e in questo settore si dovrebbero sfruttare sistemi di irrigazione più razionali. C`è poi l`acqua salata che potrebbe essere utilizzata con opportune tecniche di desalinizzazione, le quali potrebbero essere sviluppate per l`abbattimento dei costi. Certo è che fa impressione pensare che ogni volta che utilizziamo lo sciacquone buttiamo via circa 8 litri di acqua potabile.

Come cittadini possiamo fare molto, almeno su due fronti: in primis, mettendo in pratica le tante piccole buone abitudini che quotidianamente ci permeterebbero di sciupare meno acqua o di bere acqua più sostenibile; in secondo luogo, è arrivato il momento di attivarsi per raccogliere firme e chiedere un referendum finalizzato a modificare il quadro normativo vigente che impone ai Comuni di privatizzare le loro reti (a breve tutte le istruzioni del caso).


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