Si scrive acqua, ma si legge democrazia


Inizierà il 24 aprile 2010 in tutta Italia la raccolta firme per il Referendum contro la privatizzazione dell’acqua (www.acquabenecomune.org). È un momento importante per la democrazia, oltre che un impegno considerevole.
In Lombardia l’obiettivo è di raccogliere più di 100 mila firme delle 700 mila previste a livello nazionale. Un obiettivo che deve prevedere lo sforzo di tutte le organizzazioni (associazioni, sindacati, partiti, movimenti, comitati spontanei, …) che vogliono battersi contro la mercificazione di un bene essenziale per la vita.
Dal 24 aprile, e per i successivi 3 mesi, i cittadini sono invitati a firmare ai banchetti che verranno organizzati in tutto territorio. Sarò più preciso nel comunicare gli appuntamenti  locali dopo la riunione di domani,  a cui siete tutti invitati.
Coi 3 quesiti referendari si chiede l’abrogazione delle norme che obbligano a privatizzare i servizi idrici. In primis il Decreto (che porta il nome del ministro Ronchi) votato dal Parlamento lo scorso 19 novembre 2009, con cui l’acqua è stata definita un servizio pubblico di rilevanza economica, cioè una merce. Lo stesso Decreto impone a tutti i comuni di mettere sul mercato, entro il 31 dicembre del 2011, la gestione dei loro acquedotti, senza possibilità di scelta autonoma (leggi: in barba ai tanto sventolati concetti di federalismo e sussidiarietà).

In tal modo l’acqua di tutta la penisola finirà nelle mani delle 2 o 3 multinazionali, le stesse che già hanno messo le mani sugli acquedotti di mezzo Mondo. E gli effetti delle privatizzazioni sono noti a tutti: aumento delle bollette, a fronte di esigui se non nulli investimenti sulle reti.
Con gli altri 2 quesiti si vogliono abrogare gli articoli di legge che obbligano a consegnare la gestione dell’acqua a una società di capitali, e che garantiscono una remunerazione del capitale (cioè un utile) del 7% al gestore. Coi quesiti n. 2 e n. 3 si chiede pertanto che la gestione dei servizi idrici resti nelle mani dei comuni e che sull’acqua non si possano fare profitti.

Non fate mancare il vostro sostegno e la vostra collaborazione: siamo in tanti, non siamo mai abbastanza.


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Un pensiero su “Si scrive acqua, ma si legge democrazia

  1. Caspita non lo sapevo che hanno tutto questo bel programma in mente. Sono contenta che posso anche io contribuire se Dio vuole con la mia firma quando saró in Italia tra due settimane.

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