Digressioni attorno a paesaggio, consumo di suolo e cittadinanza attiva


Questa mattina, come ormai ogni martedì mattina, l’assessorato all’ambiente è sceso on the road con i ragazzi dello stage estivo. Abbiamo ripreso e portato a fondo il discorso sul paesaggio, sul consumo di suolo e ci abbiamo aggiunto la cittadinanza attiva. Forse ‘troppo’ attiva, ma in questo periodo ce n’è davvero un gran bisogno.
Ci siamo interrogati e ci siamo arrivati passo a passo, più o meno insieme, a definire il paesaggio: è qualcosa di simile a un dialogo, tra l’uomo e i luoghi, un dialogo che scorre nel tempo – ovviamente… quale dialogo non scorre? – e nel tempo, a più riprese, vede cambiare i valori che lo guidano, che guidano l’interpretazione e il nostro modo di attribuire senso a ciò che ci circonda.
Come già un paio di martedì fa, e allora fu per me una sorpresa – non so dire perché, ma fu qualcosa di simile a una scoperta: forse pochi anni di differenza bastano e ti fanno sembrare i teenagers come i cinesi: tutti uguali tra loro e molto diversi da te. A priori, senza indagare, credi siano alieni e non la pensino esattamente come te. La differenza è che poi i cinesi confermano l’impressione -, comunque, dicevo, come la scorsa volta, abbiamo riscontrato tra noi un disagio condiviso davanti a quella che ci pare un’insensata espansione del cemento. Non ci siamo fermati lì: abbiamo cercato di capirci di più, abbiamo guardato un cortometraggio sul tema – che vi consiglio – e poi tentato di interpretare tanto in chiave emotiva (le cose cambiano ormai a ritmi estranei alla natura dell’uomo) quanto in chiave economica (oneri di urbanizzazione e svendita del territorio) il fenomeno. Ho voluto lasciare i nostri – devo dire, attenti e sensibili – con un monito alla cittadinanza attiva, che parte da una sana capacità di incazzarsi per quanto non funziona.
Personalmente, mattine come queste, in cui si cerca di andare un poco oltre, di arrivare a un dunque, di far passare un messaggio, valgono più di tutte le frustrazioni che la davvero triste situazione politica e amministrativa regala quotidianamente. Insomma, sono questi i momenti che offrono validi motivi per continuare il lavoro, qui, con l’assessorato.


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