Con la legge regionale ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico


Con un po’ di ritardo – vista la trasferta estera di inizio gennaio – vi aggiorno circa il destino dell’acqua che circola nei nostri acquedotti.
Lo scorso 22 dicembre è stata approvata dal consiglio regionale – e non senza rumore – la legge regionale sul servizio idrico integrato. Con la nuova legge, Regione Lombardia sancisce il passaggio di competenze in campo idrico (dai Comuni) alle Province e compie il primo passo verso l’ingresso di soggetti privati nella gestione di un servizio essenziale finora affidato – va detto, con alterne sorti – in mani pubbliche.
In Provincia di Lecco – come spiegavo già qui – si è, per il vero, cercata una soluzione transitoria che garantirà almeno per i prossimi tre anni una gestione ancora interamente in house (attraverso una società intercomunale) del servizio.
Nel frattempo, attendiamo l’approvazione dei quesiti referendari da parte della Corte Costituzionale – che si pronuncerà il prossimo martedì, 12 gennaio – e sulla mobilitazione dei Comuni lombardi visto che nel frattempo a livello nazionale è stata approvata la moratoria sulla soppressione delle Autorità d’ambito (ATO).


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