Sul forum nucleare

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In questi giorni sto vedendo ovunque – i più vari siti, canali televisivi, persino al cinema! – una martellante campagna del forum nucleare italiano; uno spazio di riflessione critica, così si auto-definisce. Meno male che c’è Marta (e qualche centinaio di docenti universitari) a riportare un po’ di ordine in mezzo a tanta polvere alzata con fini del tutto strumentali: creare consenso attorno a un’idea  che verrebbe realizzata e pagata dalle tasche di tanti (noi) e buona per gli interessi di pochi (quelli che, guarda un po’, sostengono il forum: Alstom power, Ansaldo nucleare, Areva, E.On, Edf, Edison, Enel, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Energy, Terna, Uilcem, Westinghouse).
Il nucleare noi lo stiamo già pagando in bolletta: sì, i costi della costruzione delle centrali del 1970, per essere precisi. Vedi ‘componente A2’ in bolletta, quella  voce che si prefigge di coprire i costi di decommissioning delle centrali italiane fermate nel 1987. Ci si prefigge di togliere dalle nostre tasche, entro il 2024, 12 miliardi di € per indennizzare Enel o i suoi eredi.

Tornando al presente: nessun privato in questo momento si sobbarcherebbe da sè i costi di costruzione di nuovi impianti nucleari, che così, ancora una volta, necessiterebbero dell’intervento pubblico per la loro realizzazione e quindi, in definitiva, delle tasche dei contribuenti (quelli che, peraltro, avevano già detto di non volerne sapere più, di nuclei e centrali).
A proposito, e il risultato del referendum del 1987? Quello in cui l’80% dei votanti si è espresso contro la prosecuzione di iniziative nucleari da parte dello stato italiano? Che fine ha fatto?
Il divieto dell’87 semplicemente non è più in vigore. Nell’agosto 2004 il governo Berlusconi ha varato una legge sul riordino del settore energetico, la ‘legge Marzano’. All’interno del primo e unico articolo del testo, un comma, il 42, consente all’Enel di aggirare ufficialmente e per la prima volta le disposizioni referendarie e di ributtarsi, partendo dall’estero, nella produzione di energia da atomo. Guardando in Enel oggi, si scopre che un terzo dell’energia prodotta,  magicamente, deriva da centrali nucleari ubicate soprattutto nell’est Europa.


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