E non si sa perché

Ricordo di aver sentito qualche tempo fa Baricco dire che questa è l’epoca della scrittura, che mai come ora la scrittura è stata presente nelle nostre vite. Ho storto il naso, ascoltato nuovamente, ci ho ripensato, ho aggrottato la fronte. Sarà, può darsi, mi venivano in mente solo commenti così, un po’ perplessi.
Poco dopo mi è capitato di leggere un paio d’articoli come questo e di riconoscermi istantaneamente, di vedere perfettamente inquadrata la realtà, o almeno la narrazione corale che si fa della realtà: ragazzi che hanno terrore ad esprimersi in forma orale e in forma scritta, che chiedono a gran voce di poter esprimere il proprio fragile titubante sapere per mezzo di crocette o verifiche dove non è necessario esporsi troppo. Esporsi, va.
Se capitaste in un’aula professori, parlando con docenti giovani e meno giovani, sentireste ripetere da ogni parte la stessa lamentela: ‘va sempre peggio’, ‘studiano sempre meno’, ‘scrivono come cani’, ‘sono sempre più agitati’, ‘e persino le ragazze!’. Questi argomenti si riproporrebbero a voi con la stessa insistenza del meteo in una sala d’aspetto o in ascensore. Lo faccio anch’io: partecipo quasi ogni giorno al rito purificatore. E non so se è più un antistress o più voglia di continuare stoicamente a riproporre un’analisi nella speranza di capire di più. Dipende dai colleghi e forse anche dai giorni; dalle lune.
Al di là degli sfoghi lavorativi, che nel caso degli insegnanti sono quanto meno più frequenti, resta il fatto che sia un parere diffuso in maniera trasversale all’interno del corpo docente.
E allora?
Allora, giunti a questo punto, si dovrebbero rintracciare ‘i colpevoli’, quelle situazioni da cui questa discesa agli inferi (dai tratti, pare, sempre più accelerati) parte e prende piede. E’ proprio in questo momento che arrivano risposte a volte persino segrete: la famiglia, il sistema, la società, i media, la precarietà.
Io ci devo pensare su, cioè al momento non lo so, ho delle idee, ma in forma embrionale. Considerate queste righe quindi come uno spunto, una parte del tutto, una prima riflessione che potete modificare o concludere voi e a cui presto seguirà una seconda.

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