Casatenovo nel Patto dei Sindaci

Ieri sera in consiglio comunale abbiamo approvato l’adesione al Patto dei Sindaci, ma non lo troverete scritto sui giornali sempre impegnati a parlare d’altro.
Dopo l’approvazione del famoso pacchetto di direttive definito 20-20-20, nel dicembre 2008, la Commissione Europea ha deciso di creare una piattaforma per il coinvolgimento degli Enti Locali e l’applicazione di nuove politiche energetiche dal basso. Questa piattaforma ha preso il nome di Covenant of Mayors.
Il Patto è uno strumento attraverso cui le amministrazioni locali, in ossequio al principio di sussidiarietà, si fanno carico del proprio ruolo di attrici all’interno del percorso di  sviluppo delle fonti di energie rinnovabili, incremento dell’efficienza energetica e diminuzione delle emissioni di gas climalteranti.
L’adesione comporta l’impegno da parte del Comune a realizzare un’analisi dello stato energetico del patrimonio immobiliare comunale e delle attività stesse dell’amministrazione. Sulla base di questa fotografia dovrà poi essere elaborato un piano per la sostenibilità e l’efficienza energetica che indichi quali sono le priorità d’intervento per il prossimo futuro. Negli anni a venire, il Comune sarà impegnato ad inviare un report agli organi europei per testimoniare lo stato di avanzamento dei lavori.
Credo che – specie in questo momento, in questo paese – oltre a una doverosa assunzione di responsabilità nei confronti dell’equilibrio ecologico del territorio, sia un importante gesto a sostegno di una nuova politica energetica che guardi oltre. Oltre le idiozie di questo governo, in ritardo su tutti gli obiettivi di efficienza energetica e promozione delle energie alternative e perso nei suoi progetti faraonici, inutili e vecchi.

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7 pensieri su “Casatenovo nel Patto dei Sindaci

  1. Il tuo commento “…ma non lo troverete scritto sui giornali sempre impegnati a parlare d’altro…” è ingeneroso. Sono un rappresentante della tanto bistrattata cronaca locale (a cui però poi voi amministratori vi rivolgete quando avete bisogno per un po’ di propaganda) e ti assicuro che io come gli altri miei colleghi, indipendentemente dalle testate per le quali lavoriamo, abbiamo sempre dato ampio risalto a queste tematiche, soprattutto per quanto riguarda le iniziative di Casatenovo. Occorrerebbe un po’ più di misura e meno frasi fatte quando si parla delle professionalità altrui

  2. Il commento è solo espressione della mia personale opinione di lettore. Recentemente, ad esempio, e se non mi sbaglio proprio a tua firma, ho letto un articolone sull’incapacità del nostro comune e dei suoi volontari di effettuare la raccolta differenziata. L’articolo era basato su una e-mail di un cittadino e scritto senza nemmeno interpellare gli interessati per minima verifica o contradditorio. Ho citato un caso che ci vede direttamente interessati, ma te ne potrei citare molti altri di altre testate e con altri protagonisti.
    Detto questo, so che il problema è più complesso e che attiene all’intero universo della stampa e non tanto alle penne dei giornalisti: condizioni di lavoro peggiori, mercato sempre più difficile, necessità di catturare un po’ di pubblico, ec. Questa consapevolezza purtroppo non cambia il mio giudizio sul prodotto finale medio.

  3. A PROPOSITO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA E CONTRADDITTORI

    CERTO CHE E’ INTERESSANTE LEGGERE CHE CI VUOLE UN CONTRADDITORIO E UNA VERIFICA DA PARTE DELLA STAMPA,QUANDO DA PARTE DI CHI RICHIEDE CIO’ NON SI E’ DATA AL CITTADINO CHIAMATO IN QUESTIONE, DI CONFRONTARSI SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA CON I DIRETTI INTERESSATI E I LORO RESPONSABILI.

    VINCENZO CAMPANELLA.

  4. Guarda, solo un’ultima replica. Ti credevo tra gli amministratori “in gamba”. Quando venite eletti pensate di avere la verità in tasca e non accettate le critiche, come può essere quella sulla raccolta differenziata in municipio o da parte dei volontari del verde che non viene effettuata in maniera adeguata. Tante volte ho – abbiamo – dato merito dell’impegno dell’Amministrazione di Casatenovo sul fronte dell’ecologia, dell’innovazione, dei servizi… Quando capita (e capita anche nelle migliori famiglie) che voi sbagliate riporto anche quello. E non ho bisogno di sentire la “controparte”, non amo la “par condicio” o il modo di fare giornalismo alla “Porta a porta” dove si deve per forza interpellare tutti. C’erano delle foto, ho verificato personalmente la situazione, perchè avrei dovuto sentirvi? Cosa avrebbe aggiunto al fatto, alla notizia che un ente pubblico non ha rispetto le regole che ai normali cittadini viene chiesto di osservare? Se non è vero mandami una mail di smentita che sarò ben lieto di dare tutto lo spazio che merita. Io faccio cronaca, non politica, non editoriali, non approfondimenti culturali. E non ho bisogno della tua “compassione”, “commiserazione” o “giustificazione”. Non l’ho chiesta e non la voglio, semplicemente non ne ho bisogno. Veid, le condizioni di lavoro che si stanno deteriorando nel mondo della carta stampata non dipendono solo dal mercato sempre più difficile, dai contratti, dalla necessità di catturare pubblico, ma da questo atteggiamento di voi amministratori pubblici, con cui bisogna continuamente mediare, misurare i termini, approcciarsi in maniera supina, altrimenti scatta la ritorsione velata: “Sono sempre stato gentile, ma adesso non sarpò più così disponibile se mi scrivi ancora contro”, “Stai attento altrimenti non ti ricevo più”, “Occhio perchè ti porto in Tribunale”, “Guarda che non ti informo e non ti invio il comunicato…”. Ma in fondo è colpa nostra che per quieto vievere e qualche articolo in più siamo disposti a subire tutto questo e vi permettiamo (a voi come ai carabinieri, agli agenti della Polizia locale, ai vari politici) di fare gli snob e i primi della classe. E per la cronaca: io non sono un prodotto finale medio, io non sono un numero o uno dei tanti. Io sono io. Io sono consapevole di svolgere bene la mia professione. Altrimenti sarebbe come dire che voi amministratori siete tutti uguali, che siccome in molti ve ne approfittate del ruolo solamente per farvi pubblicità allora automaticamente fate così. Oppure che tutti i professori rubano lo stipendio. Grazie al cielo non è così, come grazie al cielo c’è chi si eleva dal “prodotto finale medio”. Io personalmente e con molto arroganza ritengo di essere uno di questi. Da chi come te è assessore, professore stimato, giovane di buone speranze, gestisce un blog dove propone ragionamenti approfonditi, francamente mi aspettavo qualcosa di più. O di meno banale.

  5. Tutti spunti interessanti, anche se con alcuni di questi concordo poco. Da parte mia ti posso dire che non credo di aver mai messo in pratica atteggiamenti come quelli descritti con nessuno dei referenti della stampa con cui ho contatti e, devo dire, in definitiva, buoni rapporti. Quella espressa, lo ribadisco, è una mia personale opinione, non vuole essere verità rivelata e fatico a comprendere perché debba creare addirittura un ripensamento sul mio essere o meno ‘in gamba’. Confido che ho idee molto più frivole e meno meditate di questa nella vita.
    Questa è un’idea mia come consumatore di carta stampata, in parte maturata anche provando a fare questo lavoro in passato. Maturazione su cui peraltro potrei scrivere diverse pagine.
    Quindi, ecco, lungi da me il voler fare di tutta l’erba un fascio. Un blog è uno spazio veloce e il tempo poco: non si può dare tutto l’approfondimento ad ogni singola idea espressa e raccontare dall’inizio come è maturata. Penso lo si capisca.
    In ogni caso, ti ringrazio. Io credo nel contradditorio che fa sempre bene e dà occasione di tirare fuori, articolare e rendere la giusta complessità di ogni questione, anche di quelle che la fretta ci porta a semplificare.
    Da ultimo, la replica l’avrei fatta per difendere l’operato dei volontari, più che altro, che spendono il loro tempo a pulire laddove maleducati sporcano. Per quel che mi riguarda, ti assicuro, non rientro nel tipo di amministratore che si cura tanto della perfetta immagine mediatica. Sono contento che si parli di quanto di buono è in cantiere, ma non ci muoio. Penso sempre che il tempo, le azioni, ma anche il raccontare ogni giorno qualcosa su questo blog, definiranno da soli quanto è stato fatto.
    Grazie e a presto,
    alfio

  6. Enzo, ultimamente sono un po’ sconfortato dal tuo comportamento nei miei riguardi e penso valga lo stesso per te nei miei confronti.
    Il martedì mattina sono in comune, passa a trovarmi. Non mi sembra di aver mai chiuso porte in faccia a nessuno.

  7. Non entro nel merito della diatriba tra il giornalista e l’amministratore, anche perchè al secondo errore della replica di De Salvo ho smesso di leggere.
    Un bravo giornalista dovrebbe avere il vizio di rileggere ciò che scrive, come minimo.
    Colgo questa occasione per dire che i nostri giornali, locali e non, sono pieni di errori grammaticali e sintattici.
    E’ un gran brutto leggere, a volte.

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