Quando si vince davvero?

Silenziosamente ho seguito la campagna elettorale di un amico che ha provato l’impresa in un Comune vicino. L’impresa era quella di candidarsi Sindaco presentando una lista civica lontana dagli schemi, dai simboli di partito e con un po’ di facce nuove all’interno. Le urne, forse più di quanto ci si aspettasse, sono state severe.
A me, così su due piedi, è tornata in mente la vicenda di un tennista che giocava quando ero adolescente. Pat Rafter, australiano che incontrava i più forti non rinunciando al suo stile pazzo e spettacolare, sempre all’attacco (guardate qui, per farvi un’idea). Magari avrà vinto di meno – meno dei pallettari come Nadal &co – ma ci ha fatto divertire molto di più, appassionare di più, facendo sempre qualcosa di diverso, sfidando sempre il filo della rete; più onesto con se stesso e più generoso con il pubblico. Gli ho visto perdere tante partite, ma per me rimaneva sempre un vincente.
Vittoria e sconfitta, proprio sicuri che sia sempre il risultato a determinarle?

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