Il vento cambia anche in Europa

Lo stop della Germania al programma per il nucleare civile segna un sensibile cambiamento nell’equilibrio della discussione attorno al futuro energetico dell’Unione Europea.
Intanto, qualcuno spieghi a Veronesi che la decisione della Germania di abbandonare l’atomo risale all’inizio del 2005 e non è stata che ribadita in questi giorni dopo una serie di ripensamenti dello scorso anno (peraltro riguardanti solo la data di spegnimento dei reattori e non la prosecuzione del programma nucleare stesso). I dubbi sullo spegnimento dei reattori nacquero proprio da uno dei principali difetti di questa tecnologia: l’imprevedibilità nella generazione di nuovi costi. I calcoli preventivi al riguardo in questi anni si sono rivelati errati nella maggior parte dei casi. Così anche in Germania, dove i prospetti economici degli installatori avevano previsto di poter accumulare, al 2020, la quantità di quattrini necessari al processo di decommissioning. Quota di smantellamento che, oggi lo si capisce, al 2020 ancora non ci sarà.

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