Things are going to change

Il risultato di ieri ci dice poche e chiare cose: la prima – anche banale – è che la crisi economica si fa sentire forte sul gradimento elettorale della coalizione dominante, qualunque essa sia. La sconfitta di Zapatero parla chiaro. La seconda: c’è  un effettivo e tangibile desiderio di cambiamento rispetto all’attuale classe dirigente, qualsiasi essa sia. Se questo bisogno prima era più che altro millantato, ora, acuito da maggior fragilità delle condizioni economiche e sociali, è un fatto. A dimostrarlo, il successo della ‘nuova Lega’ di Grillo,  la schiacciante vittoria di DeMagistris a Napoli e in parte anche quella di Pisapia. Per capire la reale temperatura del paese abbiamo un termometro a portata di mano: il referendum del 12 – 13 giugno, come ricorda con lucida sintesi Cabras su MegaChip.

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2 pensieri su “Things are going to change

  1. è proprio quello che mi preoccupa: la sconfitta del berlusca è la spia di un nuovo modo di intendere la politica o è solo un effetto della crisi economica, che avrebbe pensalizzato qualsiasi schieramento ci fosse stato al governo?

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