Di nuovo in finale

‘Mi occupo raramente di sport su queste pagine’ avevo iniziato così l’articolo dello scorso anno che commentava l’arrivo di Francesca Schiavone in finale al torneo di Roland Garros. Un evento storico. Un evento storico se non fosse che quest’anno Francesca ha bissato l’impresa, qualificandosi nel pomeriggio per la finale del prossimo sabato. Così ci ritroviamo, un anno dopo, a parlare nuovamente di tennis. E di soddisfazioni.
Nella semifinale di oggi Francesca non ha perso un attimo la lucidità. Questo è significativo della sua buona condizione. Ritengo, infatti, che il termometro della forma di un tennista sia il grado di controllo del suo punto debole. Il punto debole di Francesca, solidissima nei colpi da fondo, è la concentrazione, che spesso va a corrente alternata. Oggi Francesca non ha mollato la presa nemmeno un minuto, anche se la partita contro Bartoli è stata più impegnativa di quanto non dica il punteggio di 6-3 6-3. Ora in finale l’attenderà la cinese Na Li, un’avversaria a dirla tutta non irresistibile. Quest’ultima nota, potrebbe però essere persino un fattore di svantaggio per Schiavone: una che rende bene soprattutto sotto la pressione di avversarie più in gamba e si perde (la concentrazione) quando per vincere non deve giocare per forza al 100%, come probabilmente sarà nel prossimo match.
Sabato pomeriggio, in ogni caso, saremo davanti allo schermo.

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