Lampedusa

Questi giorni, come si sarà capito, sono passati divisi tra attività di volontariato e monitoraggio presso la Riserva Naturale di Lampedusa. Dopo un post un po’ biografico, oggi vorrei annotare alcune questioni più ampie, come sempre senza pretese di esaustività.
E’ bastato poco tempo a ritrovare un’isola splendida, sempre più affossata in se e nei suoi problemi, un’isola dal potenziale enorme e enormemente mal gestito. La stagione alta quest’anno si accompagna col lamentìo di negozianti e albergatori: denunciano un calo delle presenze nel 2011 pari a due terzi della norma. Si tratta di una sensazione percepibile anche solo passeggiando per via Roma, la via centrale, quella fatta di piccoli negozi marini e ristoranti di pesce. Tavoli vuoti e struscio poco denso son cattivi segni per i primi d’agosto. Le prenotazioni sono state cancellate in primavera, mentre impazzavano sui giornali l’onda libica e i problemi connessi alla gestione dei migranti. Tantissime cancellazioni. Attualmente il problema è quasi impercettibile: sull’isola, in città, nelle spiagge, non si incontrano migranti, né viaggi della speranza, si leggono sui giornali, come questa mattina, se ne trovano i segni talvolta per caso, come i relitti abbandonati a Cala Galera (sbarco invernale incagliato e mai rimosso), altre volte esposti in bella vista, come i barconi accatastati davanti al porto, un monumento(?) per ricordare che il problema c’è ed esiste, anche al di fuori dell’emergenza (o per giustificare la sovrabbondante presenza di militari sull’isola).


Ci sono poi molti e diversi problemi di cui nessuno mai parla e che una seria inchiesta sulle condizioni dell’isola imporrebbe di analizzare: la cattiva amministrazione, l’assenza di regole, il caos, l’accettazione del (e la compartecipazione al) degrado. Sono questi alcuni dei principali temi sul piatto, di cui, sì, bisognerebbe discutere, sui quali bisognerebbe far luce. Un sistema di raccolta dei rifiuti lacunoso che funziona male e non differenzia – un abbandono diffuso e avvilente d’immondizie in ogni dove; un abusivismo edilizio da record, urbanistica fatta fuori da ogni senso e regola, case a caso; cani randagi che popolano ogni antro dell’isola; spiagge attrezzate come fosse Rimini anche in contesti naturalistici che chiederebbero altro e vorrebbero un turismo più attento, più intelligente, più sensibile. Un aeroporto in costruzione da 26 milioni di € voluto dal governo per mettere a tacere il dissenso lampedusano: una cattedrale nel deserto, che sarà inutilizzata come già ora è sottoutilizzato l’aeroporto che poche compagnie vogliono frequentare. Ancora, il problema dell’approvvigionamento idrico: quattro dissalatori costruiti negli anni di cui ne funziona uno solo, e questo per tenere in piedi il fittizio e lucroso commercio dell’acqua potabile(?) attraverso camion a cisterna. L’uso di una centrale termoelettrica e l’assenza di rinnovabili, in un paradiso del sole.
Un’isola che colora d’Africa, che fa sentire il gusto di parole come ‘orizzonte’, ‘tramonto’ e ‘mare’, ma che deve confrontarsi con antichi retaggi del passato (che non passa o passa, anche lui, molto più lento). Retaggi che alla lunga peseranno ben più delle genti che solcano il mare in cerca di un appiglio.
In questo quadro, le attività della riserva sono volte ad assicurare, a una parte della costa e a una parte dell’area marina, un trattamento di salvaguardia che durante l’estate resiste all’assalto dei turisti grazie al controllo offerto dai volontari di Legambiente e dal personale dell’area protetta, che regolano l’accesso e la fruizione alle spiagge limitrofe all’Isola dei conigli, cuore della riserva integrale. Il tentativo è quello di far passare una nuova idea di turismo, maggiormente rispettosa e consapevole dei luoghi frequentati, attraverso una serie di norme e consigli su come atteggiarsi nel proprio soggiorno in spiaggia e sull’isola, in modo da realizzare una sostenibile fruizione di quelle che non sono comuni spiagge, ma parti di una riserva naturale preziosa, che non ha eguali nel resto del Mediterraneo.
Se qualcuno fosse interessato ad approfondire o a prendere parte a un’esperienza simile ricordo che esiste un blog in cui sono contenute tutte le informazioni sui campi di volontariato. Per fine agosto e settembre ci sono ancora posti. Credo sia un’occasione unica e da considerare.

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