La notte

E’ notte, quasi. E sto leggendo uno dei pochi di De Luca che mi manca d’aver letto. S’intitola Il giorno prima della felicità. Che è un bel titolo, a mio parere. Sa di attesa e di qualcosa di buono che verrà. Ne condivido con voi un paio di righe, niente di che, sulla notte; e anche sulla civiltà, che qui è tolleranza, soprattutto.

 

 

È bella di notte la città. C’è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone ti perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l’assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile.

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