La famiglia tradizionale come il pecorino

Allora, ecco, oggi volevo parlarvi della storia del libro dei pinguini di Altan. Che mi sembra sia una di quelle storie che fa capire bene in che paese viviamo.
Questo libricino di Altan parla praticamente di un pulcino – cioè in verità all’inzio è ancora un uovo, e infatti il libro si chiama ‘Piccolo uovo’ – che cerca una famiglia che gli voglia bene per schiudersi e, a un certo punto, la trova in una coppia di pinguini omossessuali, che si fanno carico di lui, lo accudiscono e lo crescono,  felicemente.
Una recensione  sintetica e significativa che ho trovato in giro dice così, di questo libro: ‘Un libro che, con la semplicità e l’immediatezza proprie dello stile di Altan permette anche ai più piccoli di trovare una mentalità aperta. Per mostrare come ciò che tiene insieme una famiglia sia l’amore, non la convenzione, e per ribadire il diritto di ognuno ad amare ed essere amato liberamente‘. Che voglio dire, a me sembra anche una bella cosa condivisibile.
Majorino, che è uno che fa l’assessore a Milano, a un certo punto gli è venuto in mente che quel libro lì, proprio perché anche lui deve aver pensato che è proprio una bella storia, si poteva proporre in dotazione alle scuole elementari del Comune.
Mai l’avesse fatto: il Pdl è insorto nel giro di dieci minuti. Erano lì nel circolo delle libertà a sbadigliare, che non sapevano nemmeno tanto bene cosa fare e hanno detto, dai, ecco, cià che scriviamo 80 mozioni contro quel libro lì da culattoni. Secondo me devono aver detto proprio così, lì, al circolo delle libertà. Che sono uomini di rispettabile cultura, loro. Forza Nuova, che a loro invece non gli interessa tanto la cultura, lo volevano proprio bruciare (il libro).
Ecco, non che questa storia qui abbia un finale (ci sarà una discussione nel prossimo consiglio comunale di Milano, ma, tranquilli, non è lì che verrà scritto un finale) e non ha nemmeno una morale. Però, ecco, volevo sottolineare una cosa che mi fa sempre un po’ sorridere. Che questi qui di destra e dintorni c’hanno questa idea ossessiva di trattare le persone come i prodotti tipici: hanno il vizio del pecorino di Pienza. Che la famiglia secondo loro deve essere IGT. Come la lingua, la cultura, gli usi e i costumi. Sempre uguali alle cose che c’erano prima. Che, solo perché c’erano prima, erano migliori. Hanno il merito di esserci da più tempo, quelle cose lì, tradizionali. Famiglie tradizionali, con l’indicazione di specialità tipica. Come il Casera di Chiuro, il salame d’oca di Mortara, il lardo d’Arnad, il Culatello di Zibello e  il Morellino di Scansano. Deve essere tradizionale, come il pecorino di Pienza, la famiglia! Dicono. Che poi io son stato a Pienza e, intorno, non ho visto neanche una pecora, ma, va be’, fa niente, l’importante è che continuiamo a raccontarci che lì, lì in Toscana, il pecorino lo fanno tradizionale. Che così è più buono.

Annunci

Un pensiero su “La famiglia tradizionale come il pecorino

  1. E poi, sempre per rimanere nella metafora, Pienza si ricorda prima per il Pecorino (senza le pecore) e poi, forse, per Pio II e la città ideale…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...