Nella testa

Stasera ero lì che suonavo la chitarra e suonavo una canzone triste, decisamente triste. Solo che poi ripetendo una serie definita di accordi ad un certo punto mi son distratto un attimo e  m’è saltata fuori  come l’idea di un’altra canzone. Stessi accordi, ma un’altra canzone. Allora mi son fermato e ho fatto per tornare indietro e risuonare la sequenza. L’ho rifatta piano. Poi, un’altra volta, più veloce. E da una canzone, molto british, dei Cranberries che si chiama Zombie è saltata fuori una canzone, (finto) western, di Piero Pelù che si chiama Il mio corpo che cambia. Due canzoni diametralmente, indecentemente, opposte: dalla stessa sequenza di accordi. Ho pensato allora che deve essere proprio vero, che le cose della vita sono soprattutto come le pensi nella testa.

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3 pensieri su “Nella testa

  1. Non ho capito bene cosa vuoi dire, ma grazie per avermi mandata ad ascoltare zombie, che sentivo distrattamente per casa senza mai averne approfondito il testo, molto bello.

  2. Volevo dire così, che non contano poi tanto le condizioni date nella vita, la realtà, come si dice, conta molto come guardiamo le cose e le combiniamo insieme nella nostra testa. Dagli stessi suoni, dagli stessi materiali, si possono ottenere alla fine prodotti molto diversi. Ecco, non so se si capisce come prima, però, volevo dire quello.

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