Prepararsi alla maturità!

Ieri ho incontrato un mio studente che deve sostenere la maturità e gli ho chiesto se si sentisse pronto per la maturità. Lui ha farfugliato qualcosa un po’ incerto e io gli ho detto di darsi da fare, almeno questi ultimi dieci giorni. Lui mi ha risposto: eh, a sapere cosa fare, lo farei.
Maturandi in difficoltà presi dall’isterismo dilagante dei social network ma-anche-no, ecco i consigli pratici e come sempre non richiesti del professor Sironi.

FILOSOFIA GENERALE
Partiamo dalla teoria, ovviamente. Vi invito a fermarvi, sedervi su un ceppo di legno in mezzo al bosco e meditare profondamente. Non così, di più! Vi invito a rendervi conto del momento storico che state vivendo. Storico della vostra storia personale, ovviamente. Siete alla fine di un cammino lungo cinque anni, avete alle spalle i chilometri di una strada percorsa in cinque anni. Avete presente quanta strada si fa a piedi in cinque anni? Troppa anche da pensare. Siete alla fine di una strada così e vi preoccupate del voto o di una figuraccia? Sarebbe come valutare l’esito di un viaggio lungo cinque anni dal grado di piacevolezza della cittadina dove si comprano i biglietti di ritorno. Suvvia, un viaggio è una roba che inizia col primo passo e si costruisce con quelli a seguire. Ricordate che davanti alla commissione, durante le prove, mentre parlate, siete tutto quello che c’era prima e quello che ci sarà dopo quel momento. Errato pensare – come natura, non si sa perché, suggerisce – che la vita sia quel momento lì.

E’ importante focalizzare bene com’è, com’è stata, la vita che avete vissuto lì, tra i banchi.  Siete alla fine di una stagione bellissima, rendete gloria prima di tutto alla vostra crescita e formazione (che sia o non sia merito della scuola). Fra pochi giorni vi daranno un pezzo di carta, ma vi chiederanno indietro, così, su due piedi, tutta la vita che vi ha accompagnati fin qui. Essere consapevoli di sé e della propria strada è sempre metà dell’opera.

STUDIARE
Lo studio in tutta questa storia degli esami di maturità ha una sua certa importanza. Per onorare bene gli anni passati e il nostro percorso non è criminale voler ben figurare all’esame. Sappiatelo. Allora ecco il piano di lavoro generale che consiglio e che potrebbe riempire di sudore, ma soprattutto sicurezza, i vostri prossimi giorni. E’ un modo di lavorare – sia chiaro – che non va bene per tutti, ma per tanti. Spendeteci una mattina, provate e capirete presto, guardando in faccia la vostra sicurezza, se è un modo di procedere che fa al caso vostro.


Partiamo da un’idea: il giorno dell’orale conterà avere una conoscenza orizzontale e veloce (siate pronti, ad esempio, a ricevere domande a piacere, a fare collegamenti con l’attualità e cose così). Una roba da veri surfer dello studio, più che da palombari che affondano a piombo in un unico argomento. La vostra più grande salvezza si chiama ‘schema’: se non lo avete ancora fatto, schematizzate i concetti importanti, le idee chiave per ogni materia, per ogni capitolo. Schematizzate l’elenco delle cose da fare, la ramanzina di vostra madre, tutto. Vi serve un foglio A4 per ogni materia e su quelle due facciate bianche dovete farci stare tutto quanto di rilevante si è visto in un anno. Ci metterete dieci giorni, quelli che vi separano più o meno dall’inizio degli orali, ma fatta la sintesi vi sentirete padroni. Un foglio per materia, su ogni foglio un anno di lezioni: vi accorgerete che si può ridurre molto, un anno di lezioni, rendendo le parole chiave solo link che aprono altre finestre che danno su altri lati della vasta casa della conoscenza. Surfer non sommozzatori!

BUEN VIVIR
Quante ore di lavoro servono al giorno per fare tutta quella roba lì? Dipende ovviamente da quanto siete veloci nella sintesi. Ma anche da quanto saprete riposarvi e da quanto vi sentirete ispirati dalla vita. Insomma, per farla breve, un trucco è innamorarsi a giugno: innamoratevi! Non è l’unico, ma aiuta. Potrebbe essere un ottimo modo per non studiare e passare gli esami senza badarci troppo.
Però, dato che non a tutti è concesso di innamorarsi a giugno, ecco alcune norme di condotta generale per prepararsi a oltrepassare il varco, quasi un rito che vi consiglio di ripetere fino a crederci.
In media tre – quattro ore al giorno di lavoro puro (quindi al netto delle pause caffé, facebook, gioco col cane, mamma-do-le-nocciole-agli-scoiattoli, e quelle cose lì), non di più. Farete molto più di quanto vi servirà effettivamente. Vi consiglio le ore del mattino, ma senza particolari riscontri scientifici, così, perché meglio tenersi le-cose-belle a fine giornata.
Svegliatevi alle 7 e non oltre, c’è una luce spirituale a quell’ora che vi aiuterà a credere che gli astri sono con voi e dalla vostra. Fate una lunga e rilassante colazione, due passi, andate a prendere il latte o il giornale alla mamma, poi rientrate e mettetevi sul tavolo a leggere gli appunti dell’anno, schematizzandoli ulteriormente. Leggete e schematizzate. Se ci riuscite, dandovi qualche micro pausa – poche eh! -, dovreste assimilare una buona quantità di informazioni. Fate questo fino almeno alle 11 – 11.30. Poi alzatevi e andate a preparare il pranzo ai vostri famigliari. Vi saranno grati e il loro riconoscimento vi aiuterà. Durante gli esami abbiamo bisogno di sentirci riconosciuti.


Al pomeriggio dedicatevi ad attività all’aria aperta, state con gli amici, giocate a palla, parlate di cose belle e non degli esami: per favore, ve lo chiedo per favore. Se proprio vi conforta avere un confronto che questo non duri più di quindici minuti!
Fate un aperitivo, che è pur sempre la fine della scuola, rientrate a cena, cenate in famiglia (sempre la questione del sostegno famigliare), poi giocate un po’ col cane (famigliare in senso largo, si capisce), se avete voglia date un’occhiata al lavoro di sintesi fatto in giornata, rilassatevi il resto della serata cercando di non strafare. Va be’ che è giugno, ma prima della maturità tre grigliate alla settimana mi sembran più che sufficienti, ok?
Bravi.
Se passerete buoni giorni prima degli esami arriverete all’orale più sciolti e simpatici. E anche un sorriso, una battuta al posto giusto, un po’ di bollicine, davanti a tanti professori un tantino annoiati, aiuteranno voi e loro. Fidatevi.

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