La Bulgaria in seconda classe – Plovdiv

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Questa sera due brevi note dalla bella Plovdiv, città natale di Moni Ovadia e nostra tappa di transito prima delle montagne del Rila.
Per la prima volta dal nostro arrivo in questa terra oggi non ci ha accompagnati l’ampio e alto cielo azzurro dell’estate bulgara: giornata di vento, nuvole, persino qualche goccia di pioggia asciugata al volo da terreni arsi, secchi da troppo, troppo tempo.
Questa sera finalmente dieci gradi centigradi in meno e temperature gradevoli dopo una lunga sequenza quasi equatoriale.
L’ostello che ci ospita nei suoi stanzoni ocra e’ percorso da un insolito vento che sbatte porte e finestre, fa cascare e rotolare le foglie dei grandi platani e produce prime false impressioni d’autunno. Uscendo nel giardinetto dell’ostello si ha una buona visuale sulle rovine archeologiche di epoca romana e sulle formazioni rocciose in cui e’ incastonato il centro urbano. Un’illuminazione particolarmente curata rende il paesaggio cittadino suggestivo e mi fa pensare che meriterebbe una sosta piu’ lunga di una passeggiata, questa citta’.
Noi purtroppo abbiamo maltrattato Plovdiv come semplice punto d’approdo per spezzare a meta’ il nostro viaggio di rientro dalla costa verso il parco nazionale del Rila, meta delle nostre escursioni dei prossimi giorni.
Oltre che parco nazionale il massiccio del Rila e’ il piu’ imponente contrafforte balcanico presente su suolo bulgaro, monti che superano abbondantemente i duemila metri di altezza e si estendono per un centinaio di chilometri.
Il nostro programma prevede di spostarci domani a Samokov e da li raggiungere il primo rifugio a Maljovitsa, circa duemila metri sul livello del mare. Non ci conforta sapere che a Maljovitsa, in questo momento, ci sono zero gradi centigradi, ma ce ne faremo una ragione.
Domani sera ci sistemeremo in un rifugio a quelle altitudini e, il giorno seguente, affronteremo le otto ore di escursione previste per visitare i sette laghi del Rila. Ci fermeremo in quota, nuovamente in rifugio, per poi ridiscendere giovedi’ fino al monastero del Rila, il piu’ suggestivo del paese, si dice da queste parti. Tre giorni di escursioni montane, con altre condizioni e altri paesaggi, un altro impegno fisico e mentale, per vedere un nuovo tratto prezioso di questa terra che ogni volta scosta la tendina dei nostri pregiudizi e ci fa intravedere un nuovo segreto.
Certamente annotero’ molto sul mio personalissimo cartellino floreale e faro’ qualche foto, ma con buona probabilita’ riusciro’ a trascrivere e pubblicare solo alla nostra discesa dalle vette del Rila.

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