Le tre o quattro cose importanti

In un solo giorno il mio più caro amico mi rivela timori riguardo al futuro del suo posto di lavoro e un’amica mi manda un sms dove scrive “licenziata”. L’economia regna sovrana sui nostri giorni e abbatte vite e morali. Io rifiuto la versione tragica dei tempi, ma certamente è un periodo di cambiamento e conseguente caos, un periodo che non lascia sereni. Son tempi a cui bisogna rispondere tenendo presenti le cose importanti e non cedendo un passo a un mondo del lavoro che non ha più molto di umano da dire. Le tre o quattro cose importanti che abbiamo.
Così dedico ai due (implicitamente) citati sopra, a me e a tutti quelli che “non hanno messo l’anima in soffitta” questa che Hikmet scrisse durante la sua prigionia turca.

Sono dentro un raggio di luce che avanza
Colmo di desiderio le mie mani, il mondo è meraviglioso.
I miei occhi non si saziano di alberi,
Sono così pieni di speranza, così verdi.
Un viottolo soleggiato attraversa il gelseto,
Sono alla finestra, nell’infermeria della prigione.
Non avverto l’odore delle medicine,
Da qualche parte devono essere sbocciati i garofani.
Ecco, moglie mia, vedi,
Il problema non è essere fatto prigioniero,
Il problema è non arrendersi…

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