Un certo paesaggio – tra la crisi e l’hip hop

Sto facendo un lavoro sui paesaggi, a scuola, fuori da scuola, ma soprattutto nella mia testa. E’ un lavoro che poi darà frutto fra qualche mese. Forse. Se tutto va liscio e se le prime prove vengono bene. Un po’ come con le foto. Sto facendo questo lavoro e mi sto convincendo di una cosa: avessi solo più tempo proverei a mettermi lì e scrivere qualcosa sui paesaggi dell’adolescenza, a cartografare una geografia dell’adolescenza, oggi, da queste parti. Una faccenda complicata e, probabilmente, anche inutile.
Se lo facessi, credo sceglierei di iniziare dalle canzoni hip hop; che sono quelle che ascoltano quelli che stanno intorno a me ogni mattina e, oggi, hanno tra i quindici e i diciotto anni. Forse generalizzo, ma sono veramente tanti gli studenti che ascoltano, e apprezzano, quel genere di cose. Canzoni che contengono molti segni, segni che messi tutti in fila formano un paesaggio. Un paesaggio peraltro molto preciso.


Alcune cose le capisco. Da un lato penso sia un po’ come per gli adulti: gli adulti ultimamente seguitano a leggere articoli, libri, a vedere trasmissioni e film, che parlano della crisi; così i ragazzi, che hanno i loro prodotti della crisi, per la crisi. Perché la musica che ascoltano non c’entra niente con i Take That, non c’entra niente con Britney Spears e nemmeno con Paris Hilton. I prodotti dei primi anni del nuovo millennio affondano in disparte, nelle cliniche o su riviste di gossip cartacee e demodé: c’è la musica della crisi. Io alla loro età ascoltavo Jovanotti, per intenderci. A risentirlo oggi  sembra l’Azione Cattolica. Ma loro ascoltano questa roba qui  (o qui e qui).
Come capita spesso nel mondo dei libri e in quello delle canzoni anche qui siamo davanti a parole che raccontano 3 volte su 4 di qualcuno che si è perso o  che se la deve vedere col fatto di aver perso qualcosa. Solo che lo fanno ambientando il messaggio, creando il codice e manifestandolo in un altro modo, in un altro spazio.
Ecco, sarebbe curioso capire perché una musica non particolarmente facile, non particolarmente colorata, non particolarmente melodica,  né attraente – cioè che rinuncia a tutte quelle cose che ci accompagnavano, musicalmente, ma non solo, dagli anni ’80 – abbia un così ampio seguito tra chi la produce e chi la ascolta. E ancor più mi chiedo perché qui, da queste parti, tra ragazzi che vivono  in mezzo a verdi colline,  bianchi supermercati e  variopinte rotonde. Gente che abita un paesaggio medio, non agghiacciante, a tratti gradevole, con famiglie che tutto sommato sono cambiate molto meno di quanto  sia cambiato il mondo intorno, e che dal punto di vista materiale hanno a disposizione quasi tutto, fino al suppellettile.
Cosa c’entra con tutto questo il paesaggio delle periferie? Cosa c’entra la rabbia? Cosa c’entra il rancore verso quelli che se la passano meglio? Perché ora salta fuori questa roba qui? Perché al culmine della società dell’immagine  recuperano importanza le parole? I vecchi e cari “testi”?
Sono un sacco di domande, lo so, e per rispondere dovrei mettermi a studiare. Se va bene ci risentiamo. Per ora accontentatevi e pensateci su un po’ anche voi.

Advertisements

Un pensiero su “Un certo paesaggio – tra la crisi e l’hip hop

  1. Ciao, ho letto con attenzione il tuo post e poni questioni molto giuste; lavoro da tanti anni con i ragazzi nelle periferie milanesi e la cultura hip hop riveste un’enorme importanza per molti di questi ragazzi. L’hip hop oggi è quello che è stato il punk alla fine degli anni 70. Ribellione e autenticità, le parole chiave per questi ragazzi. E l’hip hop sta svolgendo una funzione culturale e letteraria fondamentale…perchè sta salvando l’uso della parola, che altrimenti andrebbe sempre più scomparendo. Saper usare la parola, essere padroni della rima, significa saper usare le armi con cui combattere questa ribellione…questo disagio adolescenziale. E l’hip hop che piace, che dilag è quello dei piccoli rapper e non di quelli famosi…perchè se diventi famoso vuol dire che ti sei venduto, che hai dovuto spuntare le tue armi per piacere a tutti…è un mondo quello dell’hip hop tutto da scoprire e tutto da rispettare…al di là dei gusti personali!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...