Due domande (retoriche)

I fatti successi questa mattina a Milano fanno pensare. Il gesto in sé è un atto delittuoso come, purtroppo, ce ne sono molti altri e le cui cause – siano esse rabbia, follia, disperazione – verranno chiarite dal tempo. Quello che mi fa riflettere è l’uso strumentale che la Lega Nord ha prontamente fatto dell’accaduto per attaccare il neo-ministro Kyenge. La riflessione mi porta a due domande, che vi trascrivo di seguito secche secche, per proseguire da voi.
Prima domanda: il ministro Kyenge da due settimane riceve minacce e avvertimenti da gruppi e movimenti neofascisti e razzisti, ma ora al coro si aggiunge un movimento politico che  governa Regione Lombardia e, quindi, riveste ruoli istituzionali. Che senso di responsabilità esprime gente del genere? Se nei prossimi giorni dovesse succedere qualcosa al Ministro Kyenge potremo dire anche noi che la responsabilità è delle poco intelligenti dichiarazioni degli esponenti leghisti?
Seconda riflessione, abbiamo spesso parlato degli Stati Uniti d’America, del Sud Africa, ma solo a me pare agghiacciante  quante resistenze abbia creato la nomina di un ministro che ha il colore della pelle diverso dalla media degli italiani?

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