Diario atlantico y sentimental – La sera sul fiume

Ho una casa lungo il fiume in questi giorni, una capanna. Il Guadiana scorre lento e ampio qui davanti  e per cinquanta o sessanta chilometri fa da confine tra la Andalusia spagnola e l’Algarve portoghese. Prendendo il sentiero si può camminare al suo fianco fino all’oceano. Siamo alla fine di una vasta regione arida, circondati per chilometri da soli sterpi, pietre, piante con le spine; una macchia mediterranea povera. Il clima secco produce un’alta escursione termica così che il pomeriggio le sterpaglie prendano fuoco con il vento a quaranta gradi centigradi e di sera si rientri dalle passeggiate con piedi e mani freddi.
La strada dall’entroterra é una curva dietro l’altra e l’ultimo paese avvistato sta almeno trenta chilometri indietro. Quando si arriva ad Alcoutim pare che le sue poche case bianche si specchino sulla riva spagnola del Guadiana. Il riflesso spagnolo di Alcoutim si chiama Sanlucar de Guadiana. Due micro paesi di pescatori che da anni rivaleggiano guardandosi a distanza. All’ufficio turistico del primo non otterrete mai una informazione sul secondo e viceversa. A dividere i due paesi – oltre ad un’ora di fuso, che crea una quantità di situazioni particolari – pensano le placide e verdi acque del fiume, che si possono attraversare solo tramite un taxi fluviale. Il barcaiolo, che attende i passanti in un cabinotto di legno, al costo di un euro  porta persone  e merci dalla Spagna al Portogallo e ritorno, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Di notte costa di più: un euro e mezzo.
Il primo ponte stradale disponibile sta a Vila St. Antonio, quaranta chilometri più a sud. Meglio lasciar perdere.

image

La sera il cielo si riempie di stelle, i rumori legati al lavoro e alle attività dell’uomo terminano col calare del sole, da quel momento in poi affiorano tante domande in me che osservo il quadro semovente dalla mia veranda: ma non sarebbe giusto avere sempre così tanta bellezza attorno? non è ingiusto non averne affatto? è una buona idea quella di spendere le nostre vite in luoghi che non ci piacciono e non ci fanno star bene?  No, eppure tanti lo fanno. Cosa mi fa star bene qui?
Nel frattempo, mentre mi interrogo e sorseggio qualcosa, è calato il buio: restano a farmi compagnia il fruscio del vento ancora tiepido e il gorgoglio del Guadiana;  ogni tanto il silenzio viene rotto da qualche belato che si leva nel buio:  sono le greggi che riposano il loro pascolo sulle rive del fiume.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...