L’uso della parola professore e i punti di riferimento

Oggi approfittando di un’ora buca mi sono infilato in classe ad ascoltare la lezione di un mio collega straordinario. Una lezione sulla storia contemporanea della Russia fatta da un uomo che è un mito vivente nell’ambito della scuola lecchese e che nell’URSS lavorò e visse per anni.
Ancora oggi, se mi immagino di abbinare un’immagine alla parola “Professore”, ecco, ci affiancherei una persona così, con quel profilo di alta cultura che io non trovo quasi più.
Mentre parlava ad una delle quinte che porterò alla maturità, pensavo a due cose: una da studente e una da insegnante.

136394898_b67846f4c0_o

Vi dico prima quella da prof, che è un po’ dolente per me: professori così non se ne trovano più. Lo ascoltavo e pensavo a me, in questi anni mi sono speso al massimo per la scuola e per la mia materia, ho macinato chilometri, paesi, libri, ma mi manca quell’autorevolezza lì, e quella solidità, quell’ampiezza culturale. Non so se ci arriverò mai. Mi guardo intorno e non vedo molti profili così.
Tuttavia, non voglio sembri unicamente un pensiero amaro. Questi sono personaggi stimolanti. Ed avere esempi, punti di riferimento, è una benedizione.
Io, col mio modo certo più turistico, cerco di seguire la strada indicata, ma di questi tempi non è semplice formarsi così. Il contesto professionale è (molto) più incerto, la figura dell’insegnante (molto) meno riconosciuta, il panorama culturale (molto) meno acceso e, soprattutto, alla stessa età in cui il mio collega del Novecento studiava russo, viveva grandi esperienze all’estero, aveva il tempo largo per le belle letture, io consegno soldi, energie e tempo (davvero molto tempo) a percorsi burocratici di abilitazione di stampo gelminiano. Dovrei occuparmi della mia formazione culturale – cosa che ovviamente cerco di fare ad ogni occasione e con grande energia -, ma mi tocca rincorrere le raccolte punti del ministero; raccolte punti che abilitano cani e porci, perché valutano procedure, carte bollate, e non contenuti, capacità e carisma.

EUbqFlE

L’impressione da studente è diversa, più piacevole, così gradevole che mi piacerebbe poterla passare ai miei, di studenti.
Io che alle superiori non son mai stato un alunno modello, mai troppo interessato, questa mattina, mentre ascoltavo, mi son detto: oggi pagherei per avere ogni giorno persone che mi raccontano le cose del mondo senza che io debba affannarmi per aggiornarmi, fare sintesi, districarmi. E’ una comodità che sa quasi di lusso, quella di avere degli insegnanti che spiegano il mondo e sono lì per rispondere ai dubbi che nascono lungo i sentieri del provare a sapere.
Certo, facile capirlo adesso, direte voi, dopo un decennio, risiedendosi un attimo dall’altra parte. E avete ragione.

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...