Il ritorno della geopolitica

«La geopolitica sarà ‘il senso comune’ della prossima generazione», dice l’articolo. Più che come una previsione, lo vorrei leggere come un auspicio. Sarebbe molto importante per uno studente del 2014 riuscire a vedere cosa accade attorno alla sua realtà.

Peccato che – e chi legge questo blog lo sa – nelle scuole d’Italia sia rimasto ben poco spazio per la geografia, e spesso mal gestito. Venire a contatto con i temi e gli sguardi della geografia — lo dico con l’onestà intellettuale di uno che ci crede da tempo, al di là dell’interesse personale — oggi mi sembra fondamentale per poter comprendere quel che accade, per fare scelte di vita opportune, per votare consapevolmente alle europee, per poter sviluppare una adeguata capacità di lettura critica dei fatti. E questo perché siamo in un’epoca di vera integrazione globale, un’integrazione che si sostanzia anche solo nel fatto che i più deboli non si possono sottrarre ai condizionamenti dei più forti.

Ad avvalorare ulteriormente la tesi circa l’importanza di insegnare geografia nella scuola italiana, ho letto su un dossier pubblicato qualche giorno fa che a due settimane dal termine della scuola il 25% degli studenti sta più o meno ancora fermo alla Grande Guerra; quindi nell’impossibilità di terminare l’anno senza tralasciare passaggi storici fondamentali. Un problema di preparazione culturale importante, ma, più miseramente, un problema anche per gli studenti che, alla prima prova di maturità del 18 giugno, potrebbero doversi confrontare con una traccia storica legata al Novecento (ricorre il centenario della prima guerra mondiale, solo per fare un esempio).
Per gli stessi motivi l’anno scorso solo l’1,3% dei maturandi decise di lanciarsi in un tema di argomento storico sui Paesi emergenti, i cosiddetti BRICS.

Fino a quest’anno almeno le quinte degli istituti tecnici e professionali ad indirizzi economici hanno beneficiato dell’insegnamento della materia, che in larga parte suppliva alle lacune sulla contemporaneità lasciate dai programmi di storia, dall’anno prossimo la geografia economica da questi indirizzi verrà declassata al solo insegnamento nei bienni iniziali, anni in cui i ragazzi non sono ancora pronti, sia dal punto di vista delle conoscenze, sia per la loro acerba capacità di analisi, ad affrontare percorsi sensati su questi argomenti.

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