Presentazione linee programmatiche 2014-2019

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Nella seduta del consiglio comunale tenutasi ieri sera, come gruppo Persone e Idee per Casatenovo, abbiamo presentato le linee programmatiche del mandato 2014-2019. Le linee programmatiche sono lo strumento con cui l’Amministrazione comunale eletta esprime le sue intenzioni per i cinque anni di durata del mandato; il documento non entra nello specifico delle singole azioni, ma si pone come raccolta di indirizzi a cui negli anni bisogna rispondere con azioni concrete, che via via vengono inseriti ad aggiornare il documento [ad es. Migliorare la manutenzione del verde pubblico (indirizzo politico) –> Aumento numero di tagli dell’erba annui in tutte le aree verdi di competenza comunale (azione concreta)]. In qualità di capogruppo di maggioranza ho espresso le seguenti riflessioni tra crisi e voglia di progetto. Buona lettura.

Ogni mandato che passa ci troviam davanti a un quadro più difficile, a un contesto in cui operare è più complesso. La crisi culturale, sociale ed economica negli anni mostra la sua vera faccia: è una crisi sistemica, un rallentamento d’insieme che interesserà il nostro Paese per molto tempo. I fenomeni che determinano la crisi provengono da molto più lontano dei confini comunali (e vanno molto più lontano), gli strumenti del Comune possono provare ad alleviare gli effetti del loro passaggio, ma non curarli. Per la cura occorrerebbe ripensare dalle basi il nostro sistema socio-economico, ma non è questa la sede per dilungarsi in analisi.
Gli effetti concreti di questa crisi sono molti, ne cito solo tre, di ordine generale: spariscono il tessuto produttivo e molti posti di lavoro, si perdono i legami tradizionali, familiari e di comunità, è in atto un’omologazione culturale al ribasso. Questi fenomeni sommandosi portano al complessivo aumento delle situazioni di fragilità, delle persone che si trovano ai margini o in condizioni difficili (situazioni spesso silenziose, sottaciute): uomini e donne che perdono il lavoro e non riescono a ricollocarsi, altre fragilità alle prese con solitudine e progressivo isolamento; un abbandono scolastico per i minori tanto più grave quanto più scarse sono le opportunità d’impiego sul territorio; la conseguente difficoltà a costruire progetti di vita positivi per chi termina gli studi e trova solo porte chiuse o condizioni di lavoro discutibili.

Difficile pensare al progetto, proiettarsi nel futuro, partendo da queste basi.

E’ proprio ora, da qui – chiamata alla sfida – che la politica dovrebbe ritrovare il suo scopo originario, dovrebbe recuperare progettualità.
In particolare per noi che sediamo in consiglio comunale a Casatenovo il compito pare particolarmente complesso. Da una parte dovremo riparare ai danni di un sistema più grande, danni che emergono, purtroppo, con sempre maggiore frequenza e intensità, dall’altro provare a immaginare un paese possibile: a come guidare questo percorso di riprogettazione in un tempo in cui la politica nazionale, le aziende, i singoli cittadini faticano a guardare avanti.
Un lavoro che richiede grandi entusiasmo ed energia da parte nostra, un impegno senza mezze misure.

Come farlo? Ma soprattutto: come farlo provando al contempo a rifondare quel minimo di senso comune?
La migliore delle strade possibili ci sembra quella di favorire legami comunitari nuovi attraverso l’associazionismo, il volontariato, creando occasione di incontro, chiedendo ai cittadini un passo avanti in termini di corresponsabilità. Riallacciando quindi una rete sociale possibile.
A questo scopo tre sono i principi che vogliamo mettere alla base di tutte le azioni che gli assessori andranno illustrando fra poco:

Il primo è l’ascolto, la capacità di accogliere bisogni, esigenze, ma anche desideri, nuove idee. La Brianza resta un territorio vivo, attivo, specie sotto il punto di vista dell’iniziativa popolare e della voglia di fare. Valorizzare e aiutare questa rete già esistente per allargare la partecipazione. Gli strumenti messi in campo negli scorsi anni (amicomune, urp, commissione disabilità) sono strumenti validi, ma al crescere delle esigenze e della complessità non più sufficienti, bisogna fare di più.

Segue all’ascolto e si lega a quanto detto ora, la partecipazione. La partecipazione è faticosa, ma dobbiamo creare contesti sempre più invitanti. Ci convince l’idea che solo condividendo le scelte sia possibile progettare realmente a favore dell’interesse generale; il percorso di partecipazione al PGT è stata una palestra che ci ha insegnato qualcosa.

Infine, la trasparenza. Il primo legame da ricucire in questa stagione italiana è quello tra chi amministra e chi è amministrato. Siamo dalla stessa parte e dobbiamo insieme prenderne consapevolezza. Perché la cittadinanza partecipi però è necessaria fiducia verso le istituzioni, soprattutto a livello locale: un livello che tocca concretamente le vite di tutti nei loro aspetti quotidiani. Lavorare con trasparenza, chiarezza, da questione di forma diviene questione di metodo e sostanza.

Concludo sottolineando, tra le molte, solo due direttrici verso cui vogliamo indirizzare il nostro sguardo fiducioso al futuro.
La prima è inerente la scuola. La scuola anzitutto come luogo di relazione. E’ ora di finire di parlare della scuola come cantiere del futuro senza crederci davvero. La scuola forma cittadinanza e incide sull’identità dei territori. Dobbiamo pensare a una scuola nuova anche nel piccolo. I laboratori migliori in educazione hanno sempre avuto piccole dimensioni. Allacciare i percorsi scolastici al territorio: se ne parla molto, lo si fa poco. Eppure da lì nascerebbero molte opportunità, un terreno fertile. Attraverso la consulta per la scuola vorremmo metterci in ascolto e con questo atteggiamento stimolare la scuola a presentare contributi e proposte per arrivare a compiere le scelte migliori possibili e pensare a un rapporto sempre più aperto tra scuola e comunità.
La scuola non è solo spazio di relazione ma è luogo fisico, concreto. Per il nostro comune, grazie alla trasformazione urbanistica del centro, si presenta la possibilità di ripensare l’intero assetto scolastico a partire dal nuovo polo per le scuole medie. Un elemento strategico di enorme importanza. Lavoro tutti i giorni a scuola e ho modo di valutare quanto la qualità delle strutture, degli spazi, degli strumenti a disposizione siano fondamentali e contribuiscano sensibilmente alla qualità dell’insegnamento e ad accrescere motivazione e attenzione in tutti coloro che la frequentano. Ripensare gli spazi e le strutture delle nostre scuole sarà un’occasione di grande importanza che richiederà una progettazione attenta e condivisa.

In secondo luogo, l’ingresso di Casatenovo nel Parco dei Colli Briantei – altro tema che sapete mi sta particolarmente a cuore. Crediamo possa essere un percorso utile per ripensare la nostra relazione con l’ambiente e il paesaggio e a come organizziamo il territorio. Il paesaggio in cui viviamo è una risorsa importante, identitaria, rigenerativa. Il Parco deve essere solo uno strumento in più per far crescere la consapevolezza di questa relazione.

Mi sono limitato qui a tracciare l’orizzonte di senso, la prospettiva, alla quale ogni altra azione deve tendere e fare riferimento. Spero sia una prospettiva che questa sera potremo condividere e integrare insieme. Mai come in questo momento storico crediamo sia importante agire in modo unitario, prendendoci precise responsabilità agli occhi dei cittadini, per conseguire alcuni obiettivi di interesse pubblico che sono decisivi per il futuro.

Per i più intrepidi, qui trovate il documento con le linee di programma presentato ieri sera. Il documento subirà variazioni a seguito del confronto con le forze di minoranza e verrà poi definitivamente approvato in settembre.

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