Vladimiro il mediatore

Questa l’attualità. Putin si propone come autorevole mediatore tra le parti giocando a fare l’uomo super partes. Aveva assunto posizioni simili nella questione siriana un anno fa, quando sostenne la necessità di garantire spazi di manovra al regime di Assad, deprecabile ma unica forza utile a stabilizzare la situazione. Le sue valutazioni erano probabilmente corrette, ma a fargli vedere chiaro nella vicenda furono più che altro le commesse che le aziende russe ricevevano dal governo siriano specie in campo militare.

Ora Vladimiro ha ripreso la Crimea, che era la cosa più importante – per il controllo del Mar Nero e dei traffici petroliferi -, e sa di non avere margini se si dovesse entrare in un caos più grande. Continuare sulla linea dura innescherebbe il meccanismo NATO col rischio per lui di perdere tutto e di trovarsi una base americana a poca distanza da Mosca (obiettivo che Obama vorrebbe portare a casa da questa faccenda).
Quindi ecco la seconda parte della farsa: ora Putin fa lo statista illuminato e punta a sedersi a un tavolo con l’U(SA)E portando a casa Crimea e neutralità dell’Ucraina rispetto al sistema di difesa atlantico. Si tratterebbe già di una grossa vittoria per lui e i russi.
Sembra davvero difficile ottenere di più. Una divisione dell’Ucraina di carattere federale, ad esempio, sarebbe auspicabile (per non finire come nelle repubbliche baltiche dove da sempre i governi fanno la guerra ai russi rimasti e viceversa), ma davvero poco realistica all’attuale stato delle cose.

southstream500

Gli stati europei al loro interno sono spaccati. Mogherini, candidata ministro degli esteri europeo, avrà per questo un compito difficile e dovrà mediare sulla questione ucraina per difendere gli interessi delle aziende energetiche italiane e non farci rimanere al freddo durante l’inverno.
Non va infatti dimenticata la nostra delicatissima situazione. Siamo il 4° paese importatore di gas sul pianeta, importiamo annualmente un centinaio di miliardi di metri cubi di gas, che equivalgono al 90% del gas che consumiamo (le nostre pertinenze coprono ormai meno del 10% del nostro consumo). Siamo completamente gas-dipendenti e il nostro spacciatore principale è la Russia.

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