Una battaglia di dignità e democrazia per tutti noi

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Il discorso di Alexis Tsipras in cui si annuncia il Referendum  del 5 luglio

Concittadini greci,
per sei mesi il governo greco ha condotto una battaglia in condizioni di asfissia economica senza precedenti, per attuare il mandato che ci avete dato il 25 gennaio.

Il mandato che stavamo negoziando con i nostri partner era quello di porre fine all’austerità e consentire alla prosperità e alla giustizia sociale di tornare nel nostro paese.

Era un mandato per un accordo sostenibile che avrebbe rispettato sia la democrazia che le norme europee e condotto verso l’uscita definitiva dalla crisi.
In tutto questo periodo di trattative, ci hanno chiesto di attuare gli accordi conclusi dai governi precedenti con il memorandum, anche se questo è stato categoricamente condannato dal popolo greco nelle recenti elezioni.
Tuttavia, neppure per un momento abbiamo pensato di arrenderci e quindi tradire la vostra fiducia.

Dopo cinque mesi di dura contrattazione, i nostri partner, purtroppo, hanno emesso all’Eurogruppo l’altro ieri un ultimatum rivolto alla Repubblica greca e al popolo greco.
Un ultimatum che è in contrasto con i principi fondanti e i valori dell’Europa, i valori del nostro comune progetto europeo.
Hanno chiesto al governo greco di accettare una proposta che pone un nuovo fardello insostenibile per il popolo greco e mina la ripresa dell’economia e della società greche, una proposta che non solo perpetua lo stato di incertezza, ma accentua ancora di più le disuguaglianze sociali.
La proposta delle istituzioni comprende: misure che portino a un’ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, ulteriori riduzioni dei salari nel settore pubblico e un aumento dell’IVA su prodotti alimentari, ristoranti e turismo, eliminazione delle agevolazioni fiscali per le isole greche.
Queste proposte violano direttamente i diritti sociali e fondamentali europei: esse dimostrano che per quanto riguarda il lavoro, l’uguaglianza e la dignità, l’obiettivo di alcuni dei partner e delle Istituzioni non è un accordo praticabile e vantaggioso per tutte le parti, ma l’umiliazione di tutto il popolo greco.
Queste proposte evidenziano soprattutto l’insistenza del Fondo Monetario Internazionale sull’austerità dura e punitiva e rendono più che mai attuale la necessità che le principali potenze europee colgano l’opportunità e prendano l’iniziativa che finalmente porterà ad una fine definitiva della crisi del debito sovrano greco, una crisi che colpisce altri paesi europei e minacciano il futuro della costruzione europea.

Concittadini greci,
in questo momento pesa sulle nostre spalle la responsabilità storica nei confronti delle lotte e sacrifici del popolo greco per il consolidamento della democrazia e della sovranità nazionale. La nostra responsabilità per il futuro del nostro paese.
E questa responsabilità ci impone di rispondere all’ultimatum sulla base della volontà sovrana del popolo greco.
Ho proposto poc’anzi al Consiglio dei Ministri l’organizzazione di un referendum, in modo che il popolo greco sia in grado di decidere in modo sovrano.
La proposta è stata accettata all’unanimità.
Domani il parlamento sarà convocato con urgenza per ratificare la proposta del Consiglio dei Ministri per un referendum la prossimo domenica, 5 luglio, sulla questione dell’accettazione o del rifiuto della proposta di Istituzioni.
Ho già informato della mia decisione il Presidente della Repubblica francese e il Cancelliere tedesco, il Presidente della BCE, e domani una mia lettera chiederà formalmente ai leader e alle istituzioni dell’UE di prorogare per qualche giorno il programma in corso in modo che il popolo greco possa decidere, libero da ogni pressione e ricatto, come richiesto dalla Costituzione del nostro paese, e dalla tradizione democratica dell’Europa.

Concittadini greci,
al ricatto dell’ultimatum che ci chiede di accettare un’austerità pesante e degradante, senza fine e senza alcuna prospettiva di una ripresa economica e sociale, vi chiedo di rispondere in modo sovrano e orgoglioso, come la storia del popolo greco comanda.
All’autoritarismo e alla dura austerità, noi risponderemo con la democrazia, con calma e decisione.
La Grecia, la culla della democrazia, invierà una clamorosa risposta democratica all’Europa e al mondo.
Sono personalmente impegnato a rispettare l’esito della vostra scelta democratica, qualunque essa sia.
E sono assolutamente sicuro che la vostra scelta sarà quella di onorare la storia del nostro paese e inviare un messaggio di dignità al mondo.

In questi momenti critici, tutti noi dobbiamo ricordare che l’Europa è la casa comune dei popoli. Che in Europa non ci sono proprietari e ospiti.
La Grecia è e rimarrà una parte integrante dell’Europa e l’Europa è parte integrante della Grecia. Ma senza la democrazia, l’Europa sarà un’Europa senza identità e senza una bussola.
Vi invito tutti a mostrare unità nazionale e alla calma per prendere le decisioni giuste.

Per noi, per le generazioni future, per la storia dei Greci.
Per la sovranità e la dignità del nostro popolo.

Atene, 27 giugno 2015

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