I contrasti del gigante

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Siamo venuti quaggiù a vedere cosa si trova nella pancia del paese più discusso del momento. Uno stato impero che, per trent’anni di fila, ad ogni giro di calendario, ha accresciuto di 8-10 punti percentuali il suo PIL e che sta cambiando sospinto da un vento di furia.

In fondo alla campagna, a chilometri di curve, risaie e foreste, dai grandi agglomerati urbani, sorge un mondo contadino orfano delle comuni maoiste e mai adottato da altri. Il reddito medio di un agricoltore da quelle parti si aggira intorno ai 100 euro annui: si vive in autosussistenza, coltivando la terra sotto grandi nubi di vapore tropicale.

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Le agglomerazioni urbane, che spesso superano numeri milionari, sono carie che avanzano velocissime sotto il cielo pallido, tra fiumi di fango e rifiuti. Avanzano dietro le macerie dei vecchi quartieri, rasi al suolo dal regime per preparare lo spazio ai nuovi domino di palazzi in vetro e cemento, le torri che ospiteranno i consumatori di domani.

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Bisogna comprendere l’equazione presente sui tavoli del Partito Comunista Cinese per capire la logica che domina i singoli sommovimenti: urbanizzare la più grande quantità possibile di cittadini, strappandoli al misero regime di sussistenza delle campagne e trasformandoli così in moderni consumatori. Inserire le persone nel circuito dei desideri sottraendole a un modo di vivere basato su una disciplina e una sobrietà sviluppate nei secoli. La grande crescita della Cina di questi anni va tributata in particolare all’aumento della domanda interna di beni e servizi.

“Girano i primi soldi, la gente è contenta, non bada alle trasformazioni anche se queste possono essere violente”, ci dice una ragazza di Guilin, che studia a Genova da qualche anno e torna in patria solo d’estate “a far vacanza”.

Già, i sogni sono a portata di mano. Dal niente al poco è già un passo avanti, e per molti un passo avanti può bastare.

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Per comprendere meglio queste dinamiche ci siamo spinti in tanti luoghi diversi e qui ve ne racconto due “riassuntivi”, che incarnano e intrecciano immagini lontane tra loro, eppure così presenti percorrendo il Paese in lunghe ore di treno. (Continua a leggere su Vorrei.org)

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