Una giornata perfetta

Torna nei cinema un film del compagno Fernando León de Aranoa.
Era il 2002 quando incontrai il suo “I lunedì al sole”, un film per me importante. Ai tempi avevo 18 anni e quel film mi presentò un modo di fare cinema che credo, poi, più di tanti altri, ha cambiato anche il mio modo di vedere e di cercare il cinema.

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Oggi, quindici anni dopo, mi ritrovo davanti ad un nuovo  film di Fernando Léon e termino la visione avvertendo nell’aria un grande senso di freschezza. E’ sempre piacevole incontrare un artista in grado di cambiare registro.

Siamo nei Balcani, durante la guerra di Bosnia. Con tempi e personaggi quasi teatrali, il regista ci porta dentro il mondo non proprio semplice della cooperazione internazionale. Senza elevare mai il tono, senza diventare speculativo, senza puntare ai massimi sistemi, De Aranoa ci fa restare sempre concentrati sulle piccole concrete cose:  di volta in volta, alla ricerca di un pallone, del sentiero giusto o di un pezzo di corda. E intanto, riflettiamo sulla guerra, sulla natura delle relazioni, sulla burocrazia, sulle categorie di “giusto” e “sbagliato”. Lo facciamo senza mai perdere il ritmo e riuscendo sempre a vivere i personaggi con emozione sincera.

La scena finale sorprende, osserva senza dire, con la telecamera che volteggia tra note amare e dolci.

 

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