Archivi categoria: La rivista che Vorrei

Rachel Moran e la lotta contro ogni forma di prostituzione

Torno a scrivere su Vorrei dopo un po’ di tempo.
La parola all’attivista Rachel Moran, autrice del libro “Stupro a pagamento”: «persino la pornografia – dice Moran – è prostituzione; bisogna iniziare a contrastare ogni forma dello sfruttamento femminile se vogliamo fare dei passi avanti».

 

 

Emanuele Giordana a Barzanò

Il 20 aprile, grazie all’Associazione MOLO, avremo il piacere di ospitare a Barzanò, Emanuele Giordana: giornalista, reporter, voce storica di Radio3, una delle penne che meglio (“dal campo”) ci hanno raccontato l’Afghanistan di questi anni.
Il punto di partenza della nostra chiacchierata sarà il suo ultimo libro: “Viaggio all’Eden”, Laterza. La destinazione d’arrivo la decideremo insieme lungo il percorso! Di certo, parleremo di viaggi, di anni Settanta, di voglia di andare (di ieri e di oggi), di geografie del mondo che cambia.

 

 

‘Sinistra desaparecida’, il nuovo libro di Alfredo Somoza

Oggi  sulle pagine di Vorrei una pagina dedicata all’ultimo libro di Alfredo. Buona lettura!

Alfredo Somoza presenta il suo ultimo libro sulla crisi delle forze progressiste nell’America Latina. A Vimercate parla del ruolo che l’America del Sud ha avuto negli ultimi anni a livello globale, di Papa Francesco che è “popolare, ma non di sinistra”, di Pepe Mujica che usa la lingua dei gaucho per far luce sul senso della vita e dell’impegno in politica. (continua qui)

L’Afghanistan a 15 anni dall’invasione americana

immagine_1Sono ricominciati gli incontri su Africa e Medioriente alla Casa sul Pozzo di Lecco. Questo il resoconto della prima serata. Emanuele Giordana e Giuliano Battiston, due giornalisti seri, che vivono da anni nel paese, raccontano l’Afghanistan nel giorno del quindicesimo anniversario dell’attacco USA ai talebani.

Bauman a Lecco

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Non ero certo di incontrare di persona Bauman. Domenica a Lecco, all’alba dei suoi 90 anni, ho potuto incontrarlo, ero emozionato. Le sue pagine in questi anni sono state una lettura costante, sempre fonte di spunti di pensiero e comprensione di quello che mi e ci accade attorno. Uno di quelli che metto tra i punti di riferimento. Che spiego ogni anno in classe.

Nella conferenza, di cui ho scritto per Vorrei, non ha detto granché di nuovo, cose di buon senso, che oggi suonano come bussola, dopo gli ennesimi attentati e i fiumi di inutili parole che ne stanno seguendo.
Mi hanno colpito, più dei contenuti, i modi: la semplicità, la chiarezza, la disponibilità e l’entusiasmo. Pur stanco dall’incontro di quasi due ore, all’uscita Bauman si è fermato a parlare con tutti, giornalisti, studenti, anche a tu per tu.
Un esempio.