Archivi categoria: Percorsi

Due passi a Montevecchia tra vino e paesaggio

15978112_1182629118499935_8804779823248983020_n

Domenica 22 gennaio,  viene a trovarci in Brianza un gruppo di giovani geografi, provenienti dai quattro angoli della Lombardia e interessati a conoscere il Parco del Curone.
Nel Parco si incrociano almeno tre storie interessanti per chi si occupa di territori: il percorso trentennale di un ente che ha preservato e preserva spazi naturali e agricoli in una delle aree più densamente abitate della Lombardia; la storia di un vino che ha saputo guadagnarsi una certificazione IGT; e quella di un paesaggio agricolo che è tornato a vivere dopo l’abbandono.
Queste tre storie si incrociano in particolare tra le vigne e i terrazzamenti del parco.
Io ho l’onore e l’onere di fare da navigatore lungo strade e sentieri e di accompagnare il gruppo da Giovanni Zardoni, che da tempo segue le vicende del parco, ben conosce la storia del luogo e, non ultimo, è intenditore di vini nonché vignaiolo.

Per informazioni: qui.

Preferisco così

«Perché sali su un palcoscenico, perché scrivi? Penso a quello che ha detto una volta Erri De Luca, in un contesto completamente diverso da questo. Durante la guerra in Bosnia un suo amico poeta – Izet Sarajlić – a chi gli offriva la possibilità di andarsene, di andare in università straniere, di liberarsi dal peso del bombardamento della Bosnia, rispondeva ‘secondo me il ruolo di un poeta è quello di stare’. Ritengo che in certi momenti complicati, la semplice scelta di stare, e continuare a fare al meglio possibile quello che stai facendo, sia una forma di militanza, detto fra virgolette».

Tra le tante cose pubblicate e lette in questi giorni su Gianmaria Testa, l’intervista da cui è tratto questo pezzettino qui sopra è una di quelle che meglio fa capire perché oltre a mancarmi come cantautore mi mancherà come punto di riferimento. L’intervista potete leggerla qui o ascoltarla di seguito.

Lettere dalla Kirghisia (e oltre)

Schermata 2015-10-30 a 00.15.19

Grazie al lusinghiero invito del gruppo di lettura della Biblioteca di Barzanò, in novembre, due appuntamenti, insieme a compagni di viaggio vecchi e nuovi, per parlare d’Asia o, più semplicemente, dell’idea che noi ci siamo fatti di alcuni dei suoi luoghi più significativi. Come sempre, in semplicità: i racconti  non saranno niente più che didascalie alle immagini raccolte lungo i tanti chilometri.

I contrasti del gigante

10660196_10204175781462066_4233400865552918460_n

Siamo venuti quaggiù a vedere cosa si trova nella pancia del paese più discusso del momento. Uno stato impero che, per trent’anni di fila, ad ogni giro di calendario, ha accresciuto di 8-10 punti percentuali il suo PIL e che sta cambiando sospinto da un vento di furia.

In fondo alla campagna, a chilometri di curve, risaie e foreste, dai grandi agglomerati urbani, sorge un mondo contadino orfano delle comuni maoiste e mai adottato da altri. Il reddito medio di un agricoltore da quelle parti si aggira intorno ai 100 euro annui: si vive in autosussistenza, coltivando la terra sotto grandi nubi di vapore tropicale.

10626592_10204121391862360_8981512622644574757_n

Le agglomerazioni urbane, che spesso superano numeri milionari, sono carie che avanzano velocissime sotto il cielo pallido, tra fiumi di fango e rifiuti. Avanzano dietro le macerie dei vecchi quartieri, rasi al suolo dal regime per preparare lo spazio ai nuovi domino di palazzi in vetro e cemento, le torri che ospiteranno i consumatori di domani.

10676419_10204175787822225_5327726139508991485_n

Bisogna comprendere l’equazione presente sui tavoli del Partito Comunista Cinese per capire la logica che domina i singoli sommovimenti: urbanizzare la più grande quantità possibile di cittadini, strappandoli al misero regime di sussistenza delle campagne e trasformandoli così in moderni consumatori. Inserire le persone nel circuito dei desideri sottraendole a un modo di vivere basato su una disciplina e una sobrietà sviluppate nei secoli. La grande crescita della Cina di questi anni va tributata in particolare all’aumento della domanda interna di beni e servizi.

“Girano i primi soldi, la gente è contenta, non bada alle trasformazioni anche se queste possono essere violente”, ci dice una ragazza di Guilin, che studia a Genova da qualche anno e torna in patria solo d’estate “a far vacanza”.

Già, i sogni sono a portata di mano. Dal niente al poco è già un passo avanti, e per molti un passo avanti può bastare.

IMMAGINE_1

Per comprendere meglio queste dinamiche ci siamo spinti in tanti luoghi diversi e qui ve ne racconto due “riassuntivi”, che incarnano e intrecciano immagini lontane tra loro, eppure così presenti percorrendo il Paese in lunghe ore di treno. (Continua a leggere su Vorrei.org)