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Emanuele Giordana a Barzanò

Il 20 aprile, grazie all’Associazione MOLO, avremo il piacere di ospitare a Barzanò, Emanuele Giordana: giornalista, reporter, voce storica di Radio3, una delle penne che meglio (“dal campo”) ci hanno raccontato l’Afghanistan di questi anni.
Il punto di partenza della nostra chiacchierata sarà il suo ultimo libro: “Viaggio all’Eden”, Laterza. La destinazione d’arrivo la decideremo insieme lungo il percorso! Di certo, parleremo di viaggi, di anni Settanta, di voglia di andare (di ieri e di oggi), di geografie del mondo che cambia.

 

 

Dubbi sullo Stato Islamico

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Tra gli 8 e i 30.000 uomini, a seconda delle fonti, guidati da un ex agente della CIA, che controllano un territorio ampio più o meno quanto il Belgio,  si sostengono vendendo (a chi e come? Qualcuno persino fantastica di zattere e muli) due milioni di dollari di petrolio al giorno (circa 20.000 barili), e sui quali si è sviluppata una campagna mediatica intensa e spesso furba, che restituisce spazio di espressione e legittimità ai più grandi interessi dell’industria bellica. Cosa non ho capito?

Caos a stelle e striscie

Ho avuto la fortuna di avere Sapelli come professore alla Statale di Milano. Un uomo che mi ha dato qualche strumento in più per comprendere il presente.
La lettura dell’intervista che trovate qui, da questo punto di vista, mi pare di grande utilità.

Mogherini nella sua recente visita a Mosca ha confermato a Putin l’interesse dell’Italia a portare a compimento il Southstream, il gasdotto strategico che scavalca l’Ucraina passando per il Mar Nero.

Dietro a questa posizione di Renzi e Mogherini c’è ENI (e insieme a lei, EDF e le altre aziende europee clienti di Gazprom). E quindi contro l’ipotesi “Mogherini” ministro degli esteri europeo appaiono gli Stati Uniti con il loro progetto transatlantico per portare in Europa il nuovo gas  da scisti bituminosi.

Ecco da dove deriva il caos: il nostro giovane ministro finirà vittima della politica statunitense in Europa di cui parla Sapelli, per intenderci la stessa politica alla base di quanto sta accadendo in Ucraina.

Semiotica delle carte

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Le rappresentazioni geografiche (ma vale in generale per ogni immagine) che siamo abituati a dare per scontate, quasi fossero “naturali”, contengono sempre elementi di soggettività, scelte mirate a costruire una data visione della Terra e delle relazioni che percorrono la superficie dei mari e dei territori. Per capirci leggete qui. E’ importante imparare a guardare, cambiando ogni tanto punto di vista.