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Due passi a Montevecchia tra vino e paesaggio

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Domenica 22 gennaio,  viene a trovarci in Brianza un gruppo di giovani geografi, provenienti dai quattro angoli della Lombardia e interessati a conoscere il Parco del Curone.
Nel Parco si incrociano almeno tre storie interessanti per chi si occupa di territori: il percorso trentennale di un ente che ha preservato e preserva spazi naturali e agricoli in una delle aree più densamente abitate della Lombardia; la storia di un vino che ha saputo guadagnarsi una certificazione IGT; e quella di un paesaggio agricolo che è tornato a vivere dopo l’abbandono.
Queste tre storie si incrociano in particolare tra le vigne e i terrazzamenti del parco.
Io ho l’onore e l’onere di fare da navigatore lungo strade e sentieri e di accompagnare il gruppo da Giovanni Zardoni, che da tempo segue le vicende del parco, ben conosce la storia del luogo e, non ultimo, è intenditore di vini nonché vignaiolo.

Per informazioni: qui.

Biciclettata eco-freak contro le trivelle, ecco il video.


Un bel video della nostra biciclettata estiva contro i pozzi petroliferi, che alla fine, oggi lo sappiamo, oltre alle firme, ha portato fortuna…

(Ottimo Osea, gran regista per l’occasione!)


Erano partiti bene, erano..

Ero quasi meravigliato, a botta calda. Quando come un tonfo si era abbattuta in Brianza la notizia delle imminenti trivellazioni. Ero sorpreso, positivamente sorpreso, ingenuamente sorpreso, dalla coesione raggiunta in poco tempo dalle forze politiche tutte (o quasi): anche i leghisti si esprimevano decisi contro ogni ipotesi di perforazione o impianto da parte della petrolifera australiana Po Valley. Meno i pidiellini, coi loro pesanti silenzi.
Sappiamo, però, come vanno le cose a destra: autonomia zero, decide il partito centrale. Sì, proprio come ai tempi: centralismi degli avversi sovietici. Decide e decide per tutti, la destra berlusconiana e centralista, e decide anche per gli alleati, calando i suoi ordini dall’alto, sulla testa di tutti, nessuno escluso.
Così, ecco magicamente, dopo aver trionfato alle ultime elezioni, le dichiarazioni di Marta Casiraghi (vice sindaco leghista di Missaglia), che sostiene la trivellazione quale imperdibile opportunità per il territorio, o la dichiarazione del vice-ministro Castelli, meno sfacciata, ma dimentica di definire i termini in cui il parere degli enti locali verrà considerato alla luce dell’ormai prossimo quadro normativo. Dimenticanze strumentali, ovviamente.

ps. un plauso particolare lo dedico a merateonline e redazione tutta che su questo tema stanno facendo vera informazione, senza risparmiarsi.

Sincerità, adesso è tutto così semplice..

Che gli amici destrorsi non avessero idee omogenee riguardo al petrolio, lo si notava ormai da tempo. Certo, mancava la preziosa originalità che sempre la giunta del Comune di Missaglia riesce ad esprimere e che non ha mancato di regalarci anche questa volta, quando, almeno a livello locale, tutti sembravano per una volta uniti da un barlume di buon senso.

Sulle pagine de La Provincia di Lecco di qualche giorno fa, ecco riportate le dichiarazioni del già sindaco di Missaglia, Marta Casiraghi, che sostiene: “È riduttivo preoccuparsi dei soli aspetti ambientali di un’esplorazione del sottosuolo alla ricerca di idrocarburi (..ah?). Ritengo sbagliato dire no senza se e senza ma. Meglio sarebbe sedersi al tavolo con la Po Valley, per conoscersi e capire cosa intendono fare. Poi, volendo, si potrà anche trattare (volendo, eh…)”. Oppure: “Comprendo la preoccupazione di chi pensa alle ricadute su viabilità, sicurezza, inquinamento delle falde acquifere e della catena alimentare. Tuttavia, se ci si siede a un tavolo si possono chiedere garanzie. E poi, con la tecnologia di oggi, si può fare molto”. Queste dichiarazioni dimostrano: ipotesi uno, un’ingenuità direi cristallina, oppure, ipotesi due, confermano la tesi di una strategia volta semplicemente ad annacquare i tempi in attesa che il quadro normativo permetta a Po Valley di intervenire senza problemi, il tutto mascherando solo sporadicamente e goffamente il beneplacito di Lega e Pdl, anche a livello locale. Porpendo per la seconda. Come si nota, infatti, con la fine della campagna elettorale e la vittoria, iniziano a comparire dichiarazioni, diciamo così, “meno caute” delle precedenti.


Marta Casiraghi
Marta Casiraghi

Dato che poi Casiraghi accenna con una certa leggerezza anche alla questione dell’ubicazione di un eventuale pozzo con finalità di ricerca, io proporrei da subito che sia lei stessa a invitare ed accogliere su suolo missagliese un eventuale esperimento a fini di analisi.
Termina, poi, il già sindaco di Missaglia, dicendo: “Trattando con la Po Valley, i comuni potrebbero fare richieste come la costruzione di ospedali o altro, come avviene in Africa, solo per concedere il permesso agli scavi”. Come in Africa, capito?

Una cosa va apprezzata, di certo, la sincerità…