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Una bella giornata di scuola

Domenica è stata una bellissima giornata di scuola all’aria aperta, della scuola che avremmo in testa ma, per varie ragioni, non è sempre facile realizzare. Un bella ripartenza dopo un paio d’anni difficili.

Un centinaio di persone ci hanno dato fiducia e hanno reso ancora più avvincente la prova per studenti e studentesse che, ognuno con le sue doti, hanno dato davvero il meglio.

Grazie come sempre a Viaggi Diversi e a tutta la squadra di Associazione Colli Briantei, che ci ha accompagnati per tutto l’inverno seguendo passo dopo passo insieme a noi la preparazione del percorso e dei suoi giovani autori.

Qui sotto c’è un riassunto video della giornata.

Dietro l’angolo

La voglia di far ripartire Viaggi Diversi – bruscamente interrotto lo scorso febbraio, con in mano la sacca, in partenza per la Romania – mi e ci ha fatto soffriggere in questi mesi. Da settembre scrutiamo vanamente l’orizzonte in attesa di segnali, qualcosa che ci faccia intuire come andranno a finire le cose. Un’ostinazione un po’ fanciulla che ognuno di noi, a suo modo e in campi diversi, penso stia provando in questo periodo.

Chiusa definitivamente la prospettiva di varcare qualsiasi confine, per levarci dai dubbi e perché una primavera imprevedibilmente senza zone rosse non ci colga impreparati, abbiamo pensato che, se tornare nel Caucaso quest’anno sarà impossibile, vada almeno per il Monte Barro. Così tra una spolverata di ottimismo e qualche risata, abbiamo messo a fuoco una cosa che ci girava in testa già da un po’: aprire una sezione di Viaggi Diversi dedicata ai luoghi della nostra vita più o meno quotidiana.

Questo territorio – più che altro la sua gente – non si immagina di poter essere turistico, ha sempre pensato a lavorare e fatturare con fabbriche e uffici. Eppure di bello, sorprendente e inesplorato ce n’è, fossimo in Francia probabile che ce la tireremmo come una località turistica a tutti gli effetti.

Bene, se il tempo pandemico ci condannerà a restare a casa, ma sarà sufficientemente buono da permetterci di uscire “in giardino”, prepariamoci a questo esperimento collettivo: cambiare sguardo, guardare con altri occhi la terra che abitiamo. Il bello, il curioso, l’insolito sono oltre la siepe di casa.

In due righe, questo sarà Viaggi Diversi 2020, versione “dietro l’angolo”.


Viaggi Diversi a Barzanò

Questa settimana con Viaggi Diversi andiamo in trasferta a Barzanò (LC), ospiti dell’Associazione MOLO, per raccontare il viaggio in Armenia e Georgia dello scorso maggio.

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Il lavoro di restituzione di un viaggio, in qualsiasi sua forma, è un momento importante per la vita del progetto: in un mondo dove i luoghi si consumano a gran velocità, dover “raccontare il viaggio” serve a tornare con la mente sui passi percorsi, fermarsi un attimo, riflettere su come trasmettere ad altri quei momenti, gli angoli e le persone incontrate. Tanta o poca che sia, a misurare la propria consapevolezza.

Vi aspettiamo!

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Viaggi diversi (per la scuola)

Mentre eravamo sulle coste dello Yorkshire, camminando nel vento gelido della sera, andando di pub in pub, Orietta mi dice: «Certo che queste cose che mi stai raccontando sono belle, ma non le sa quasi nessuno; sarebbe meglio ne parlaste a scuola. Trovate il modo di farlo sapere». Mi è suonata un po’ come una sveglia alle tre di notte: a volte si è così ben immersi in quel che si sta facendo, a cui si lavora giorno dopo giorno, che ci si dimentica di guardare da fuori. Ho pensato che se anche lei, che pure lavora nelle mie stesse classi, non sa molto, forse qualche cosa per comunicarlo al mondo, questo progetto, la dobbiamo fare.

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Laboratori pomeridiani

Viaggi diversi, la filosofia

Quest’anno abbiamo dato avvio a una specie di laboratorio – che nei miei pensieri sarebbe bello diventasse un’officina permanente – chiamato “Viaggi diversi”. E’ al suo primo anno di vita, ma eredita un lavoro su di me, e sull’idea di scuola che abbiamo in testa, abbastanza lungo. La filosofia che sta dietro a questo progetto è riassunta nella celeberrima frase di Armand Fremont: “Il geografo ha le scarpe sempre sporche di fango”, che era un bel modo di dire che la geografia o è fuori, sul campo, o si interessa di capire la realtà, quella intorno e quella lontano, andando a vedere – a studiare, a cercare – o non è. L’idea che sta dietro a questo progetto è che se il viaggio d’istruzione deve avere senso, ce l’ha quando abbandona la forma fantozziana della “gita dell’Inps” per abbracciare quella di un viaggio vero. E per fare che una gita diventi un viaggio, prima di tutto bisogna fare degli studenti dei viaggiatori; o, tradotto in altri termini, un tantino meno retorici, renderli qualcosa di diverso da un gregge annoiato o imbesuito da far transumare lungo la Rambla di Barcellona. Se gli alunni diventano un gruppo di individui che preparano e guidano il loro percorso, delle volte, capita che, oltre a “farlo”, lo vivano anche, e persino smettano per qualche ora, per qualche giorno, quel ritiro solitario dietro gli specchietti retroilluminati dei loro telefoni per uscir fuori a veder le stelle.

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Acropoli di Atene, Grecia 2018

Un’idea che affiora dalle acque dell’Egeo

Avendo poco budget e molte ambizioni, lo scorso anno abbiamo provato, con Marilena, collega di storia dell’arte e la allora 3^D, a mettere in piedi un viaggio da nord a sud della Grecia fatto solo con mezzi pubblici. L’avventura riuscì: un gran lavoro didattico e una piccola grande trasformazione in ognuno dei partecipanti, prof compresi. Decidemmo, l’ultimo giorno, ancor prima di fare ritorno, seduti davanti ai barbagli del mare, che avremmo trovato il modo di replicare e valorizzare quell’esperienza.

All’idea di base, quella di rendere le gite dei viaggi, si è aggiunta anche l’esigenza di trasformare l’alternanza scuola lavoro in percorsi di maggiore qualità. Spesso, infatti, i ragazzi dell’indirizzo turismo qui in provincia finiscono in agenzie piccole, con uno o due operatori, che non hanno tempo di seguirli adeguatamente, con esperienze che in conclusione si rivelano mediocri. Viaggi diversi vuole essere una proposta per provare a fare alternanza scuola lavoro portando gli esperti dentro la scuola – in un contesto che, al contrario dell’agenzia, mette al primo posto la didattica – e fare uscire gli studenti sui territori, di modo che misurino il mondo con il loro passo.

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Il lavoro a scuola e anche fuori da scuola grazie alle classi digitali

Un percorso di preparazione lungo un inverno

Il progetto in questo primo anno di vita si rivolge a tre classi dell’indirizzo turismo, due terze e una quarta, che hanno il compito di conoscere e perlustrare tre mete.

I ragazzi delle classi terze hanno potuto scegliere se lavorare – a seconda del budget a disposizione – sulla Grecia o sull’Armenia o se astenersi e fare, al posto del viaggio finale, un’esperienza di alternanza scuola lavoro in Brianza. Gli studenti della quarta, già esperti della Grecia e di altre esperienze, hanno chiesto di lavorare sul Marocco.

A ottobre, trovandoci un pomeriggio a settimana con ogni gruppo, abbiamo lavorato alla progettazione dei tre itinerari. Prima un lavoro di conoscenza generale del territorio, poi lo studio dei vincoli logistici e la stesura di alcune idee di massima da mettere a confronto, infine il lavoro su un unico itinerario di dettaglio.

Ora, sul finir dell’inverno, ci avviamo alla preparazione professionale con diversi momenti di professionalizzazione. Un corso di scrittura di viaggio, tenuto da un giornalista del Touring Club Italiano – Touring che, tra l’altro, ci ha conferito il patrocinio per l’alta valenza didattica del progetto. Gli studenti avranno occasione di conoscere le regole base per scrivere un buon articolo di viaggio e imposteranno un lavoro che andrà poi realizzato una volta sul campo. Parallelamente, andrà in onda un corso di video-making tenuto da un esperto del settore: nel 2019 i linguaggi dei media sono tanti e limitarsi all’articolo scritto non basta più.

In primavera, infine, arriverà un’altra infornata di pomeriggi per approfondire i contenuti e preparare gli studenti a fare da accompagnatori e guide turistiche durante lo svolgimento del viaggio (la ricompensa, la motivazione, per svolgere un discreto monte ore fuori dal consueto orario scolastico).

Alla fine del percorso invernale gli studenti dovrebbero aver totalizzato 80 ore di lavoro / formazione, le restanti 40 le spenderanno lungo il percorso, nella settimana di viaggio. Viaggio in cui i docenti accompagnatori si trasformeranno in turisti/valutatori, lasciandosi guidare dai giovani alla scoperta dell’itinerario, valutandone le capacità di approfondimento, di comunicazione (anche nelle lingue comunitarie che studiano), di gestione del gruppo e degli aspetti logistici (check-in alberghieri o aeroportuali, ec).

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L’Ararat dietro il monastero di Khor Virap


Tre mete diverse

La Grecia viene riproposta anche nel 2019. Da lì tutto è nato e lì era giusto tornare, con un itinerario arricchito: tanta storia e tanta arte – tra Atene, Salonicco, Delfi e Corinto -, un po’ di sano trekking (alle Meteore), un affaccio sul mare nella prima capitale Nauplia.
Nel viaggio in Grecia gli studenti si concentreranno soprattutto nel fare da guide turistiche in italiano e in inglese, accompagnando i docenti da nord a sud del Paese.

L’Armenia è un’idea nata lo scorso anno grazie a un contatto della Dirigente del nostro istituto con l’Ambasciata armena in Italia. Quest’estate per capire meglio, come si deve per il geografo, sono andato a vedere se la cosa si potesse fare: con qualche complessità, ma la risposta è stata sì, si può.
Andiamo in Armenia con gli studenti di terza che ci faranno da guide nelle valli e sulle montagne del Caucaso: tra i vignaioli di Khor Virap ai piedi dell’Ararat, al solitario monastero di Kazbegi dove soggiornò Puškin o sul Lago di Sevan ad incontrare i pescatori di trote del locale presidio Slow Food. Torneremo infine dalla Georgia, perché è bella, ma soprattutto perché costa meno.
Andare nel Caucaso significa andare a vedere una regione dove il turismo muove ora i suoi primi passi, un luogo in cui si capisce bene che effetti ha (positivi e negativi). Andare nel Caucaso vuol dire andare ai confini d’Europa e, dal bordo dell’Asia e della Russia, guardare verso casa, allargare la prospettiva. Conoscere una cultura altra. Una scommessa, di certo, per noi docenti e ancor più per i ragazzi.
I giovani partecipanti, oltre a fare da guide, proveranno a raccontare le nostre vicende con un diario di viaggio.

Da ultimo, il Marocco. Alla fine del maggio scorso, la 4^D, tornata dalla grande esperienza greca, aveva chiesto espressamente che potesse essere il Marocco la successiva tappa del nostro comune tirocinio da viaggiatori. Anche questa volta, per un caso fortuito, ho avuto modo, nell’agosto scorso – grazie agli amici di Progettomondo MLAL – di partire per il Marocco e fare un sopralluogo. Giorno dopo giorno mi sono convinto che i temi di interesse per un viaggio con gli studenti fossero moltissimi e rientrato a settembre ho confermato ai ragazzi della 4^D che avrebbe avuto senso provarci.
Con Marilena e con la 4^D abbiamo lavorato tutto il mese di ottobre ipotizzando due itinerari: uno da Marrakech verso l’Andalusia, l’altro dall’oceano al deserto. Li abbiamo guardati e riguardati. Abbiamo scelto il deserto. Andremo da Essaouira fino a Merzouga, incontrando le molte facce del Marocco, e poi, lungo la strada, associazioni, artigiani, musicisti e realtà del turismo responsabile locale. I ragazzi qui saranno chiamati a fare interviste e a scrivere un reportage. Mentre le pagine si scriveranno, conosceremo un’altra cultura, cercheremo di capire, e vedremo come, anche dall’altra parte del Mediterraneo, sempre più persone stiano puntando su modi di pensare e fare turismo etici e responsabili.

Al primo giro tutto è in divenire, molto è da migliorare. Le difficoltà non mancano, specie quando si ha a che fare con il grande arsenale burocratico della pubblica amministrazione e con una scuola che vive una lenta transizione tra le rigidità del Novecento e l’incerto futuro liquido. C’è però la grande energia positiva del fare qualcosa che è al suo primo giorno, nel cercare un cammino dotato di luce e di senso che porti fuori da questo periodo che, non so a voi, ma a me pare un po’ ombroso.

Il diario greco in un’unica pagina

A Salonicco, all’angolo di piazza Aristotelus, c’è un bar che si chiama Meraklìdikos Café.
Meraklìs” in greco indica l’atteggiamento di un uomo che ha bisogno più degli altri di godersi le cose. Non per farsi vedere, ma per se stesso. Quello che beve il caffè mettendoci tempo. Che fa attenzione ai particolari. Agli accessori. Perché se li gode. Non sta nel mezzo.
E’ un modo di prendere il cibo, i vestiti, il caffè, la musica, la compagnia. Un modo di fare le cose con amore, e non per usarle e basta.
Meraklìdikos” è l’aggettivo di Meraklìs. Cercare il meraklìdikos è volerselo godere.
Meraklìs insomma è la passione per le cose della vita. La passione di vivere.

Ecco noi con questo viaggio abbiamo chiesto alla Grecia di provare a insegnare ai nostri giovani anche un po’ di questa passione: non stare nel mezzo, prendere parte, allungare il tempo, godersi la strada. Non so se l’esperimento sia riuscito, non si può dire ora, perché questo tipo di semi, buttati nel fertile e insidioso terreno dei sedici anni, è a lenta  germinazione.

Qui di seguito, in sei puntate, ricapitolo il diario greco scritto a tante mani con i valorosi camminanti della 3^D e pubblicato gentilmente da quelli di MB News. Non saranno le parole del grande greco Kazantzakis, ma sono righe oneste che riecheggiano tanti aspetti presenti e passati di quei posti davanti al mare.
Vi auguro una buona lettura e che il viaggio sia lungo. Continua a leggere Il diario greco in un’unica pagina