Rumiz: ci stanno scippando l’acqua

24, Novembre, 2009

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Rumiz Paolo, classe 1947


Rumiz è un gran giornalista, al sottoscritto piace tanto, sia nel modo in cui interpreta il ruolo, sia per la scelta dei temi geografici, che ha sempre trattato con grande respiro.
Uno dei libri più interessanti che ho letto lo scorso anno è di certo il suo “La leggenda dei monti naviganti”, in cui parla di un’Italia profonda, quella nascosta tra le pieghe delle Alpi e degli Appennini, nelle valli.
Da un po’ di tempo a questa parte sta concentrando la propria attività attorno al tema dell’acqua. Oggi MicroMega pubblica l’intervento che ha tenuto qualche giorno fa all’Università La Sapienza di Roma all’interno del ciclo “Acqua bene comune”.

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Un mare di plastica

24, Novembre, 2009

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Sacchetti di plastica. I sodali di Amb-Ire ci segnalano questo video, che rende molto bene l’idea.

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Alt(r)a amministrazione

24, Novembre, 2009

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Ancora un’interessante iniziativa promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi. Durante “Fa la cosa giusta!” – la fiera dedicata agli stili di vita sostenibili, che si tiene annualmente a Milano – verrà proposto un corso di Alt(r)a amministrazione.
Attraverso l’analisi di alcuni tra i casi pratici più interessanti della penisola, si tenterà di rispondere ad alcune – importanti – domande: come ridurre la dipendenza dagli oneri di urbanizzazione? come diventare energeticamente indipendenti? come passare dal 30 all’80% di raccolta differenziata? e cose così. Se non altro, sarà occasione per confrontarsi e iniziare a pensarci su.
E’ una segnalazione, ma è anche un invito. Per tutti.

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Invisibili

23, Novembre, 2009


Questa sera vado a vedere “Invisibilidomande, sogni, speranze, dolori e gioie dei migranti“. Un monologo di Amed Ba.

Uno spettacolo che nasce da un fatto. Un fatto di cronaca. Nera. Un fatto rimasto invisibile, non per questo meno reale.
Chi è interessato si faccia trovare alle ore 21, presso l’Officina della musica di Pescarenico.

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Acqua che scotta (a Lecco e non solo)

21, Novembre, 2009

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Mentre il governo manda avanti la corsa alla privatizzazione a colpi di fiducia e copre le sue vergogne richiamandosi al rispetto di direttive comunitarie che, ricorda oggi Carlo Vulpio, non esistono, in Lombardia, grazie a una nuova pronuncia della Corte costituzionale, cambia ancora e radicalmente il quadro normativo riguardante l’affidamento del servizio idrico integrato.
In sostanza, la nuova sentenza dichiara l’illegittimità dell’art. 49 (comma 1) contenuto nella legge regionale che stabiliva che il servizio idrico a livello di ambito (ATO) dovesse essere organizzato separando obbligatoriamente l’attività di gestione delle reti dall’attività di erogazione dei servizi.
Molti si chiederanno cosa questo significhi per noi. Lo spiega bene l’ex-assessore all’ambiente della Provincia di Lecco, Marco Molgora, sulle pagine di merateonline:

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“[scartata la soluzione "in house", che l’autorità d’ambito lecchese sembra ritenere non percorribile e stando al quadro normativo nazionale compostosi in questi giorni] si dovrebbe bandire una gara che metta sul mercato non solo il servizio di erogazione, ma anche la gestione di reti/impianti, togliendo ai comuni la possibilità di gestire direttamente le risorse per gli investimenti derivanti dalla tariffa per migliorare e sviluppare le strutture”.

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Si tratterebbe, quindi, di una privatizzazione totale.

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“Viene da sorridere quando si leggono alcune affermazioni di c.d. “tecnici terzisti”,  quali quelle espresse da Roberto Passino, attuale Presidente del Co.vi.ri. (commissione per la vigilanza delle risorse idriche) il quale, in merito all’acqua, al Sole 24 ore di giovedì 19 novembre, ha dichiarato che poco conta se il gestore sia una spa controllata dal pubblico o dal privato, conta che tutte le leggi confermino da anni l’acqua come bene pubblico, che l’organismo di controllo è pubblico e che la formazione delle tariffe è in mano pubbliche – spiegava in settimana il Prof. Alberto Lucarelli in un commento a caldo – anche studenti del primo anno di economia sanno bene che tra proprietà formale del bene e delle infrastrutture e gestione effettiva del servizio vi è una tale asimmetria d’informazioni, al punto da far parlare di proprietà formale e proprietà sostanziale, ovvero il proprietario reale è colui che gestisce il bene ed eroga il servizio”.

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Ecco, appunto.
Molgora conclude il suo intervento suggerendo quale possibile ipotesi (transitoria) uno stallo dell’attuale situazione – società pubbliche che gestiscono un servizio fondamentale con tariffe inadeguate – in vista di ulteriori mutamenti del quadro normativo o di un referendum abrogativo.
Se prima la strada prometteva qualche possibilità, ora non promette più nulla. Gli ATO lombardi (compreso il nostro) saranno costretti a ritornare sui propri passi e a cancellare parte del lavoro svolto in questi anni (basato sul concetto della separazione). Se da un lato la nuova sentenza spiana la strada a una privatizzazione de facto, credo, per gli stessi motivi, apra anche alla possibilità di effettuare nuove valutazioni soprattutto sul piano politico. E’ forse questo il momento in cui riprendere in mano la situazione con coraggio e dichiarare l’acqua “bene non assoggettabile al mercato”.

Da ultimo, vi sengalo questo intervento di Duccio Valori che, dalle pagine di altraeconomia, spiega perchè, anche dal punto di vista finanziario, il mantenimento dell’acqua pubblica potrebbe configurarsi quale soluzione auspicabile.

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Dopo il no

21, Novembre, 2009


Ieri sera, a Monticello, il trittico Ornaghi, Saccardi, Zardoni è tornato in pubblico.

Dopo la calda estate del “no al pozzo”, ora i tre si fanno portatori di una riflessione più ampia che invita ad abbracciare un nuovo modello di sviluppo. Sostenibile.
Maggiori informazioni sulla nostra rivista di riferimento.

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